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Art. 2698 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

Altri anni per Art. 2698 Codice Civile

Familiare coadiuvante: quando l’aiuto diventa obbligo INPS
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della titolare di un'impresa agricola contro l'obbligo di versare i contributi previdenziali per il figlio, qualificato come familiare coadiuvante. I giudici hanno confermato che il figlio svolgeva un'attività di coltivazione abituale ed esclusiva, che rappresentava la sua unica fonte di reddito. La Suprema Corte ha chiarito che non si trattava di prestazioni occasionali di solidarietà familiare, ma di una vera e propria attività lavorativa prevalente. Di conseguenza, l'obbligo di iscrizione alla Gestione Coltivatori Diretti è legittimo. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese di giudizio.
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Tempo di viaggio: quando è orario di lavoro retribuito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16675/2024, ha stabilito che il tempo di viaggio impiegato da tecnici itineranti per recarsi dalla sede aziendale al primo cliente e per tornare dall'ultimo cliente costituisce orario di lavoro e deve essere retribuito. La Corte ha dichiarato nulla la clausola di un accordo aziendale che prevedeva una franchigia non retribuita di 30 minuti, affermando che la norma imperativa prevale. Inoltre, ha chiarito che, una volta accertato il diritto alla retribuzione, spetta al giudice quantificare le somme dovute, anche avvalendosi dei dati di geolocalizzazione dei mezzi aziendali, senza che l'onere della prova gravi interamente sul lavoratore.
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Obbligo comunicazione NASpI: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza dal diritto all'indennità NASpI per mancata comunicazione di redditi da lavoro autonomo preesistenti non è automatica. L'ente previdenziale deve dimostrare che l'attività svolta rientri specificamente nella nozione di 'lavoro autonomo o d'impresa individuale'. Nel caso esaminato, un richiedente si era visto negare il sussidio per non aver dichiarato redditi da cariche sociali. La Corte ha cassato la decisione precedente, rinviando alla Corte d'Appello per una nuova valutazione dei fatti, sottolineando che non basta provare l'esistenza di un reddito, ma occorre qualificarne la fonte come attività lavorativa autonoma ai sensi della normativa sull'obbligo comunicazione NASpI.
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Trasferimento lavoratore: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del trasferimento di un lavoratore in un altro comune, disposto dall'azienda per assegnargli una qualifica superiore precedentemente riconosciuta da un tribunale. Il ricorso del dipendente, che lamentava l'illegittimità del provvedimento, è stato respinto. La Corte ha ritenuto che il trasferimento del lavoratore fosse giustificato da comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive, in quanto nella sede di destinazione si era creata una posizione vacante corrispondente al nuovo livello, mentre non ve ne erano nella sede di origine. Anche il ricorso incidentale dell'azienda è stato rigettato.
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Obbligo contributivo: quando scatta per i professionisti
Un professionista ha contestato il suo obbligo di versare i contributi alla cassa di categoria per un'attività di consulenza, sostenendo non fosse esclusiva della sua professione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che l'obbligo contributivo per i professionisti sorge quando l'attività, anche se non legalmente riservata, è oggettivamente riconducibile alla professione per le competenze tecniche impiegate. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibili i motivi di ricorso basati su questioni di fatto non sollevate nei gradi di merito precedenti.
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