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Art. 2653 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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Altri anni per Art. 2653 Codice Civile

Simulazione assoluta: effetti sui terzi acquirenti
In un caso di compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della simulazione assoluta e dei suoi effetti sui successivi acquirenti. Un venditore, dopo aver ceduto la nuda proprietà di un immobile con un contratto poi accertato come simulato, ha agito anche contro i successivi acquirenti del bene. La Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello, stabilendo che il giudice di merito aveva errato nel non esaminare la domanda autonoma volta ad accertare la simulazione anche dei successivi atti di vendita, limitandosi a valutare la buona fede dei terzi acquirenti rispetto al primo contratto.
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Inadempimento contrattuale venditore: cosa fare?
Un acquirente acquista un immobile gravato da una trascrizione pregiudizievole. Nonostante la promessa contrattuale di cancellarla, i venditori restano inerti. L'acquirente paga di tasca propria per liberare l'immobile e cita in giudizio i venditori. La Corte di Cassazione stabilisce che l'inerzia configura un inadempimento contrattuale del venditore, il quale aveva assunto un'obbligazione specifica di attivarsi per la cancellazione, anche in assenza di un termine esplicito. La causa viene rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Usucapione terrazza: quando la buona fede è esclusa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condomino che rivendicava la proprietà esclusiva di una terrazza tramite usucapione abbreviata. La Corte ha stabilito che non può esserci buona fede, requisito essenziale per l'usucapione terrazza abbreviata, se l'atto di acquisto stesso richiama il regolamento di condominio che definisce l'area come bene comune, seppur concesso in uso esclusivo. La decisione sottolinea l'importanza del contenuto dei regolamenti condominiali negli atti di compravendita immobiliare.
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Danni da trascrizione: quando va fatta la domanda?
La Corte di Cassazione chiarisce che la richiesta di risarcimento per danni da trascrizione di una domanda giudiziale infondata deve essere presentata esclusivamente all'interno dello stesso processo in cui è avvenuta la trascrizione. Una società venditrice, dopo aver ottenuto la risoluzione di un contratto preliminare, aveva avviato un giudizio separato per tali danni, ma la sua domanda è stata dichiarata inammissibile. La Corte ha distinto nettamente i danni da inadempimento contrattuale, oggetto del primo giudizio, dai danni da illecito processuale (la trascrizione ingiusta), sottolineando la competenza funzionale inderogabile del primo giudice.
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Contratto preliminare: garanzia e trascrizioni
Un acquirente firma un contratto preliminare per un immobile, ma una trascrizione pregiudizievole appare prima del rogito. L'acquirente recede e chiede il doppio della caparra. La Cassazione respinge il ricorso, stabilendo che la garanzia del venditore sull'assenza di pesi si riferisce al momento della firma del contratto preliminare. La trascrizione successiva, poi rivelatasi illegittima, non costituisce un grave inadempimento tale da giustificare il recesso.
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Priorità della trascrizione: pignoramento vince su 2932
La Corte di Cassazione risolve un conflitto tra un acquirente all'asta e il beneficiario di una sentenza ex art. 2932 c.c. per lo stesso immobile. La Corte stabilisce che il principio determinante è la priorità della trascrizione del pignoramento. Poiché l'atto di pignoramento era stato trascritto prima della trascrizione della sentenza, il titolo dell'acquirente all'asta prevale, rendendo inopponibile l'altro titolo di proprietà.
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Opponibilità usucapione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'opponibilità di una sentenza di usucapione non trascritta a un successivo acquirente del medesimo immobile. La Corte ha cassato la decisione di merito che dava prevalenza all'acquisto per usucapione, sottolineando che, prima di valutare il conflitto tra titoli basato sulla trascrizione, è necessario verificare la validità del processo originario con cui l'usucapione è stata accertata. Nel caso specifico, il giudizio di usucapione era viziato per non aver correttamente identificato e citato in giudizio i veri proprietari del bene, vizio che il terzo acquirente ha il diritto di far valere per contestare la sentenza a lui pregiudizievole.
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Distanze tra costruzioni: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un costruttore, confermando la condanna alla demolizione di porzioni di un edificio realizzate in violazione delle distanze tra costruzioni. La sentenza ribadisce che le norme nazionali sulle distanze minime prevalgono sui regolamenti locali e non possono essere derogate. La Corte ha inoltre chiarito che, in sede di legittimità, non possono essere presi in esame nuovi documenti volti a dimostrare la carenza di interesse della controparte, specialmente se non ammessi da tutte le parti. Infine, è stato sottolineato come il giudice di rinvio sia vincolato ai principi di diritto enunciati dalla Cassazione e non possa riaprire l'accertamento dei fatti.
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