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Art. 2653 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2653 Codice Civile

Distanze legali tra costruzioni: donare la casa non evita i danni
Una proprietaria confinante ha citato in giudizio il vicino per aver edificato un ampliamento violando le distanze legali tra costruzioni, ottenendo la condanna alla demolizione e al risarcimento dei danni. Il costruttore ha fatto ricorso in Cassazione sostenendo che la vicina non avesse più interesse ad agire, poiché non aveva trascritto la domanda giudiziale e lui aveva nel frattempo donato l'immobile ai figli. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che, anche in caso di vendita del bene a terzi, l'interesse al risarcimento del danno contro l'autore materiale dell'abuso persiste. Inoltre, la richiesta del costruttore di applicare il principio di prevenzione è stata dichiarata inammissibile per mancanza di prove specifiche sulle strutture preesistenti sul confine. Il costruttore perde definitivamente la causa.
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Servitù coattiva di passaggio: nullo il transito non trascritto
Il proprietario di un fondo intercluso chiedeva l'ampliamento di una servitù coattiva di passaggio per transitarvi con mezzi meccanici. Tuttavia, durante il primo giudizio, il terreno servente veniva venduto a un terzo acquirente, il quale trascriveva l'acquisto prima della trascrizione della domanda giudiziale di servitù. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del nuovo acquirente, stabilendo che la precedente sentenza non gli era opponibile. Inoltre, i proprietari del fondo intercluso avrebbero dovuto citare in giudizio tutti i proprietari dei fondi intermedi (litisconsorzio necessario) e dimostrare la natura pubblica della via di sbocco, non potendosi limitare a chiedere l'estensione della vecchia sentenza non trascritta. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello.
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Acquisto a non domino: riceve un terreno in dono ma deve restituirlo
Una donna riceve in donazione un terreno da un uomo. I legittimi proprietari, che avevano già una causa in corso contro il donante, ottengono una sentenza per riavere l'immobile e agiscono contro la donna. Quest'ultima si oppone, sostenendo che la sentenza non sia valida nei suoi confronti. La Corte di Cassazione ha respinto definitivamente il suo ricorso. Il caso ruota attorno al concetto di **acquisto a non domino**, ovvero l'aver ricevuto un bene da chi non era il vero proprietario. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per gravi vizi procedurali, condannando la donna a restituire il terreno e a pagare le spese legali.
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Azione legale inutile: Cassazione blocca ricorso per interesse ad agire
Un cittadino, già riconosciuto proprietario di un immobile con una sentenza definitiva, ha intentato una nuova causa contro il Comune. L'obiettivo era far dichiarare false alcune prove usate in un precedente e distinto processo per risarcimento danni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per mancanza di 'interesse ad agire'. I giudici hanno stabilito che, essendo già proprietario, il cittadino non avrebbe ottenuto alcun vantaggio pratico o risultato utile dalla nuova sentenza. L'azione legale, quindi, era inutile. Il cittadino è stato condannato a pagare le spese legali al Comune.
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Trascrizione immobiliare e tutela della proprietà
La Corte di Cassazione ha affrontato un complesso caso di rivendicazione di due vani immobiliari, originariamente aggiudicati all'asta e poi rivenduti a terzi. Il ricorrente, pur avendo ottenuto una sentenza favorevole in un precedente giudizio di opposizione di terzo, non aveva provveduto alla **trascrizione immobiliare** della domanda giudiziale. La Suprema Corte ha confermato che tale omissione rende la sentenza inopponibile ai successivi acquirenti in buona fede. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso limitatamente alla domanda di risarcimento danni contro il venditore originario, stabilendo che il giudice d'appello avrebbe dovuto esaminare tale richiesta indipendentemente dall'esito della disputa sulla proprietà.
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Opposizione di terzo: guida alla sentenza 28779/2023
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di diversi condomini che avevano esperito l'**opposizione di terzo** contro una sentenza che ordinava modifiche strutturali a un viale comune per l'esercizio di una servitù. I giudici di merito avevano inizialmente negato la loro legittimazione, considerandoli semplici successori della società costruttrice. La Suprema Corte ha invece stabilito che, in quanto comproprietari del fondo servente e in assenza di trascrizione della domanda giudiziale originaria, essi sono litisconsorti necessari pretermessi, rendendo la sentenza precedente inopponibile nei loro confronti.
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Successore titolo particolare: la sentenza è vincolante
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 29923/2023, ha chiarito che il successore a titolo particolare nel diritto controverso è vincolato dalla sentenza emessa nei confronti del suo dante causa. Nel caso specifico, gli acquirenti di unità immobiliari da una cooperativa hanno tentato di opporsi a una sentenza di regolamento di confini sfavorevole alla cooperativa stessa. La Corte ha rigettato il ricorso, stabilendo che gli acquirenti, in qualità di successori, non possono essere considerati terzi e sono soggetti agli effetti del giudicato, a prescindere dalla trascrizione della domanda giudiziale.
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