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Art. 2653 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 2653 Codice Civile

Fictio Iuris: quando la condizione si considera avverata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso relativo a un accordo transattivo. La controversia verteva sull'avveramento di una condizione sospensiva, che una delle parti aveva impedito con un comportamento contrario a buona fede. La Corte ha confermato la decisione di merito, applicando il principio della fictio iuris secondo cui la condizione si considera avverata quando il suo mancato verificarsi è imputabile alla parte che aveva un interesse contrario al suo avveramento.
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Litisconsorzio necessario: onere della prova
Una società costruttrice, condannata in appello alla rimozione di un cancello che ostacolava una servitù di passo, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando, tra l'altro, la mancata integrazione del contraddittorio. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, affermando che spetta alla parte che eccepisce il difetto di litisconsorzio necessario non solo indicare i presunti litisconsorti, ma anche provare i presupposti di fatto e di diritto della loro necessaria partecipazione al giudizio. In assenza di tale prova, l'eccezione è infondata.
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Usucapione distanze legali: la Cassazione conferma
In una controversia tra proprietari confinanti, la Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25631/2024, ha confermato un principio consolidato: è possibile acquisire tramite usucapione il diritto di mantenere una costruzione a una distanza inferiore a quella prescritta dalla legge o dai regolamenti locali. Tale acquisizione, che si configura come una servitù, stabilizza i rapporti tra privati dopo il decorso di vent'anni, senza tuttavia sanare eventuali violazioni delle norme urbanistiche, che restano soggette al potere sanzionatorio della Pubblica Amministrazione. Il ricorso è stato pertanto rigettato.
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Usucapione del proprietario: quando è inammissibile?
Un ente locale, dopo aver acquistato un immobile con un atto valido ma non trascritto, ha tentato di ottenerne la proprietà per usucapione contro un terzo che lo aveva successivamente acquistato all'asta. La Corte di Cassazione ha dichiarato la domanda inammissibile, stabilendo che il principio dell'usucapione del proprietario non si applica in questo contesto. Chi è già proprietario non può usucapire un bene che già gli appartiene, anche se il suo titolo non è opponibile a terzi a causa della mancata trascrizione.
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Usucapione terrazza: la Cassazione rinvia la decisione
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio di una decisione cruciale in materia di usucapione di una terrazza condominiale. Il caso nasce dalla richiesta di un condominio di rimuovere una veranda costruita su una terrazza. Gli eredi del proprietario dell'appartamento adiacente si opponevano, sostenendo di aver acquisito la proprietà esclusiva della terrazza per usucapione. Di fronte alla possibilità di un accordo tra le parti, la Suprema Corte ha accolto l'istanza di rinvio, posticipando la discussione nel merito ad ottobre 2024.
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Prescrizione danno notaio: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di risarcimento danni contro un notaio per aver rogato e trascritto un atto di compravendita 'a non domino' (da chi non è proprietario) si prescrive in cinque anni. Il termine di prescrizione decorre non dalla cancellazione della formalità, ma dal momento in cui l'atto viene trascritto nei registri immobiliari. La Corte ha chiarito che la trascrizione di un atto inefficace non costituisce un illecito permanente, ma un illecito istantaneo, i cui effetti pregiudizievoli si esauriscono con il compimento dell'atto stesso.
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Cancellazione trascrizione domanda di riduzione: quando?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 8413/2024, ha stabilito che la cancellazione della trascrizione di una domanda di riduzione deve essere ordinata quando la richiesta di reintegrazione in natura della quota di legittima viene respinta in via definitiva, anche se al legittimario viene riconosciuto un indennizzo monetario. La persistenza della trascrizione è giustificata solo dalla possibilità che l'immobile venga restituito, venuta meno tale possibilità, la trascrizione perde la sua funzione e va cancellata per non gravare ingiustificatamente sul bene.
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Simulazione assoluta: effetti sui terzi acquirenti
In un caso di compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della simulazione assoluta e dei suoi effetti sui successivi acquirenti. Un venditore, dopo aver ceduto la nuda proprietà di un immobile con un contratto poi accertato come simulato, ha agito anche contro i successivi acquirenti del bene. La Suprema Corte ha cassato la decisione d'appello, stabilendo che il giudice di merito aveva errato nel non esaminare la domanda autonoma volta ad accertare la simulazione anche dei successivi atti di vendita, limitandosi a valutare la buona fede dei terzi acquirenti rispetto al primo contratto.
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Inadempimento contrattuale venditore: cosa fare?
Un acquirente acquista un immobile gravato da una trascrizione pregiudizievole. Nonostante la promessa contrattuale di cancellarla, i venditori restano inerti. L'acquirente paga di tasca propria per liberare l'immobile e cita in giudizio i venditori. La Corte di Cassazione stabilisce che l'inerzia configura un inadempimento contrattuale del venditore, il quale aveva assunto un'obbligazione specifica di attivarsi per la cancellazione, anche in assenza di un termine esplicito. La causa viene rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Imposta ipotecaria reclamo: chi paga per l’errore?
La Corte di Cassazione chiarisce che l'imposta ipotecaria sull'annotazione di un reclamo contro una trascrizione con riserva è sempre a carico del contribuente. Anche se la riserva del Conservatore si rivela un errore, la tassa è dovuta perché l'annotazione è eseguita nell'interesse privato di chi ha richiesto l'atto per preservarne gli effetti. L'eventuale errore della pubblica amministrazione può, al più, fondare una separata azione di risarcimento del danno, ma non esonera dal pagamento del tributo.
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Usucapione terrazza: quando la buona fede è esclusa
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condomino che rivendicava la proprietà esclusiva di una terrazza tramite usucapione abbreviata. La Corte ha stabilito che non può esserci buona fede, requisito essenziale per l'usucapione terrazza abbreviata, se l'atto di acquisto stesso richiama il regolamento di condominio che definisce l'area come bene comune, seppur concesso in uso esclusivo. La decisione sottolinea l'importanza del contenuto dei regolamenti condominiali negli atti di compravendita immobiliare.
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Cancellazione trascrizione: onere del proprietario?
Un proprietario ha citato in giudizio un Comune per i danni derivanti dalla mancata vendita di un immobile, causata dalla tardiva cancellazione della trascrizione di un provvedimento amministrativo annullato. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione di merito, stabilendo che la responsabilità del danno ricade unicamente sul proprietario. Quest'ultimo, infatti, aveva la facoltà e l'interesse ad attivarsi autonomamente per richiedere l'annotazione dell'annullamento nei registri immobiliari ai sensi dell'art. 2655 c.c., senza attendere l'iniziativa dell'ente. La sua inerzia ha interrotto il nesso causale, escludendo il diritto al risarcimento.
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