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Art. 2651 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 2651 Codice Civile

Usucapione fallimento: ricorso inammissibile
Un privato cittadino rivendicava la proprietà per usucapione di alcuni immobili intestati a una società fallita. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, non entrando nel merito della questione. La decisione si fonda su vizi procedurali: il ricorrente aveva impropriamente mescolato censure di violazione di legge con critiche sulla valutazione dei fatti, rendendo il ricorso eterogeneo. Inoltre, non era riuscito a scalfire una delle motivazioni autonome e sufficienti della sentenza impugnata, rendendo inammissibili anche le altre censure. Il caso evidenzia l'importanza del rigore formale nel contestare una decisione in tema di usucapione fallimento.
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Servitù di passaggio: quando il sentiero non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 25898/2024, ha chiarito i requisiti per l'acquisto di una servitù di passaggio per usucapione. Ha stabilito che la semplice esistenza di un percorso su un fondo altrui non è sufficiente. È necessario un 'quid pluris', ovvero la presenza di opere visibili e permanenti che dimostrino in modo inequivocabile la destinazione del percorso all'esercizio della servitù. Nel caso di specie, la Corte d'Appello aveva erroneamente ritenuto sufficiente la presenza di un tracciato utilizzato per decenni, senza accertare questo elemento essenziale. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza, rinviando la causa per un nuovo esame.
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Tassazione Sentenza Simulazione: la Cassazione cambia
Con la sentenza n. 4950/2024, la Corte di Cassazione ha stabilito un nuovo e fondamentale principio sulla tassazione della sentenza di simulazione. Contrariamente all'orientamento passato, la Corte ha chiarito che una sentenza che accerta la simulazione assoluta o relativa di un contratto immobiliare non comporta un nuovo trasferimento e deve quindi essere assoggettata alle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa, e non proporzionale. La decisione si basa sulla natura meramente dichiarativa della sentenza, che si limita a riconoscere l'inefficacia originaria dell'atto simulato, senza produrre effetti traslativi.
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Usucapione fallimento: la competenza è del tribunale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32104/2024, ha stabilito che la domanda per l'accertamento dell'usucapione su un immobile di una società fallita deve essere presentata nell'ambito della procedura fallimentare e non tramite un giudizio ordinario. Questo principio di attrazione alla sede concorsuale è fondamentale. Il ricorso è stato rigettato, confermando che la domanda di usucapione fallimento è inammissibile se avanzata in sede di cognizione ordinaria.
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