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Art. 2645 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2645 Codice Civile

Delibere consortili: quando la lite va in arbitrato
Una società membro di un consorzio ha impugnato diverse delibere consortili che le imponevano sanzioni economiche per la chiusura del proprio locale. Sosteneva che tali decisioni modificassero illegittimamente il contratto consortile, ledendo diritti indisponibili e che quindi la competenza fosse del tribunale ordinario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la controversia riguarda diritti patrimoniali e quindi disponibili. Di conseguenza, ha confermato la competenza del collegio arbitrale previsto dalla clausola compromissoria dello statuto del consorzio.
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Trascrizione condizione sospensiva: quando è opponibile?
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'omessa menzione di una condizione sospensiva nella nota di trascrizione di un atto di compravendita immobiliare non rende la condizione inopponibile ai successivi acquirenti. Il caso riguardava una clausola in un atto del 1903, non riportata nella trascrizione di una vendita successiva del 1957. La Suprema Corte ha chiarito che la trascrizione della condizione sospensiva ha una funzione di mera pubblicità notizia e la sua assenza non sana i limiti intrinseci del titolo, che resta quindi condizionato. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva dato ragione agli acquirenti, è stata cassata con rinvio.
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Bancarotta impropria perito: la falsa perizia
Un perito viene condannato in via definitiva per bancarotta impropria. La Cassazione conferma la sua responsabilità per aver redatto una falsa perizia di stima su titoli obbligazionari, utilizzati per un fittizio aumento di capitale. Tale condotta ha aggravato il dissesto della società, portandola al fallimento. La Corte ha ritenuto irrilevante che il dissesto fosse preesistente, essendo sufficiente il contributo del professionista al suo peggioramento.
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Trascrizione Revocatoria: Chi trascrive prima vince
Una società creditrice agisce con azione revocatoria contro un atto di retrocessione immobiliare gratuito. I debitori si oppongono eccependo una simulazione del precedente atto di acquisto. La Corte di Cassazione stabilisce che, in materia immobiliare, la priorità della trascrizione è decisiva: avendo il creditore trascritto per primo la domanda revocatoria, la simulazione, sebbene provata, non gli è opponibile. La Corte afferma il principio della prevalenza della pubblicità immobiliare per la risoluzione dei conflitti.
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Data certa scrittura privata: Cassazione e fallimento
La Corte di Cassazione interviene su un caso di permuta immobiliare complicato dal fallimento della società costruttrice. La questione centrale riguarda l'opponibilità al fallimento di una scrittura privata che modificava l'atto di permuta originale. La Corte ha annullato la decisione di merito, non per il contenuto della scrittura, ma per una violazione procedurale: i documenti che provavano la data certa scrittura privata erano stati depositati tardivamente. La sentenza ribadisce il principio inderogabile secondo cui, nelle opposizioni allo stato passivo, tutte le prove documentali devono essere prodotte con l'atto introduttivo, a pena di decadenza.
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Attestazione del professionista: guida alla validità
Una società ha visto respingere la propria richiesta di concordato preventivo a causa di una valutazione critica sulla validità della documentazione presentata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. Il punto centrale della decisione è la 'palese inadeguatezza' dell'attestazione del professionista, ritenuta incapace di fornire ai creditori informazioni complete e trasparenti, specialmente riguardo la valutazione del patrimonio immobiliare. La Suprema Corte ha ribadito che il tribunale ha il dovere di verificare la correttezza formale e la comprensibilità dei criteri usati nell'attestazione, un requisito fondamentale per garantire un consenso informato da parte dei creditori.
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Opponibilità del trust: la legge italiana prevale
L'amministratore di un trust ha richiesto la restituzione di beni dal fallimento del disponente. La Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che l'opponibilità del trust ai creditori nel fallimento è disciplinata dalle norme imperative italiane (come la trascrizione o la data certa anteriore al fallimento) e non dalla legge straniera scelta per regolare il trust. La tutela dei creditori prevista dalla legge fallimentare prevale sulla volontà delle parti.
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