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Art. 2645-bis Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2645-bis Codice Civile

Trascrizione del contratto preliminare: tutela o perdita totale
Un promissario acquirente ha chiesto l'ammissione al passivo fallimentare della società venditrice per recuperare le caparre versate per l'acquisto di un terreno e di un appartamento, pretendendo il riconoscimento del privilegio speciale. Il Tribunale ha rigettato la richiesta poiché i contratti non erano stati trascritti nei registri immobiliari, ritenendo insufficiente la sola trascrizione di un atto di destinazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. I giudici hanno chiarito che la trascrizione del contratto preliminare è un requisito indispensabile e non sostituibile per ottenere il privilegio sui beni promessi in vendita. Senza questa formalità, il credito per la restituzione delle caparre viene ammesso solo in via chirografaria, ovvero senza alcuna priorità di pagamento.
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Contratto preliminare di vendita: prevale l’ipoteca anteriore
Un'azienda acquista un immobile con un contratto preliminare di vendita regolarmente trascritto. Tuttavia, sul bene grava un'ipoteca iscritta prima del preliminare e, successivamente, un altro creditore avvia il pignoramento. L'acquirente propone opposizione di terzo all'esecuzione per bloccare la vendita forzata. I giudici di merito rigettano l'opposizione poiché il contratto preliminare conteneva una condizione risolutiva (mancato ottenimento di un leasing) che lo ha reso inefficace. La Corte di Cassazione conferma il rigetto, stabilendo che la mancata prova della titolarità del diritto esclude la legittimazione all'opposizione. Inoltre, chiarisce che l'ipoteca iscritta anteriormente prevale sempre sulla trascrizione del preliminare, consentendo al creditore ipotecario di vendere il bene libero da vincoli.
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Cessione del contratto preliminare: banca sconfitta
Una banca creditrice, titolare di ipoteca iscritta nel 2014 su un immobile, contestava la priorità di riparto assegnata a una società cessionaria. Quest'ultima era subentrata nel 2014 in un contratto preliminare originariamente stipulato e trascritto nel 2012 da un altro soggetto. La banca sosteneva che la cessione del contratto preliminare costituisse un nuovo accordo, facendo perdere gli effetti della prima trascrizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della banca, stabilendo che la cessione del contratto preliminare non comporta novazione ma una semplice successione nel rapporto, conservando gli effetti prenotativi della trascrizione del 2012. Inoltre, la Corte ha chiarito che le contestazioni sulla collocazione privilegiata del credito dovevano essere sollevate in sede di ammissione al passivo e non durante il riparto dell'attivo.
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Azione revocatoria ordinaria: scontro tra creditori e acquirenti
Il Fallimento di una società edile ha promosso un'azione revocatoria ordinaria per rendere inefficaci diverse vendite immobiliari a catena, ritenendole pregiudizievoli per i creditori. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, ma la Cassazione ha parzialmente riformato la decisione. La Suprema Corte ha chiarito che, sebbene il danno ai creditori vada valutato al momento del contratto definitivo, la consapevolezza del terzo acquirente circa tale pregiudizio deve essere verificata al momento della firma del contratto preliminare. I giudici di secondo grado avevano erroneamente desunto tale consapevolezza dalla semplice registrazione di un precedente compromesso, atto che non ha valore di pubblicità verso i terzi. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame.
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Purgazione delle ipoteche: scontro tra casa e banche
Un acquirente stipula un contratto preliminare per l'acquisto della casa principale da una cooperativa edilizia, poi fallita. Avendo pagato l'intero prezzo, il curatore fallimentare subentra nel contratto per stipulare il definitivo. Il Giudice Delegato ordina la cancellazione dell'ipoteca della banca sul bene. La banca creditrice si oppone, sostenendo che la purgazione delle ipoteche non si applichi alle vendite contrattuali ma solo a quelle competitive. La Cassazione, rilevando un forte contrasto giurisprudenziale tra la tutela del diritto alla casa dell'acquirente e la tutela del credito della banca, rimette la questione alle Sezioni Unite per stabilire se il giudice possa cancellare i gravami in caso di adempimento del preliminare da parte del curatore.
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Azione Revocatoria e Ipoteca: Banca Perde, il Rent to Buy è Salvo
Una banca, creditrice garantita da un'ipoteca su un immobile, agisce in giudizio per rendere inefficace un successivo contratto di 'rent to buy' stipulato dal proprietario del bene. La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul rapporto tra azione revocatoria e ipoteca. Se l'ipoteca è stata iscritta prima dell'atto contestato, il creditore è già pienamente tutelato. L'ipoteca, infatti, gli consente di pignorare il bene anche se concesso a terzi. Di conseguenza, manca il presupposto del 'danno' (eventus damni) necessario per l'azione revocatoria, che risulta quindi infondata. La banca perde la causa perché la sua garanzia reale era già sufficiente e prevalente.
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Agevolazioni fiscali: stop alla revoca anticipata
La Corte di Cassazione ha annullato la revoca delle agevolazioni fiscali applicate all'acquisto di un'area edificabile da parte di una società in liquidazione. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di liquidazione per recuperare le imposte ordinarie prima che scadesse il termine quinquennale concesso per l'edificazione. I giudici hanno stabilito che l'amministrazione non può agire anticipatamente, poiché il contribuente ha il diritto di sfruttare l'intero arco temporale previsto dalla legge per completare le opere. La parola_chiave del caso è la tutela del legittimo affidamento del contribuente rispetto ai termini di legge.
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Trascrizione domanda giudiziale: come proteggersi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31059/2023, ha riaffermato un principio cruciale nella compravendita immobiliare. Un promissario acquirente aveva citato in giudizio il promittente venditore per ottenere il trasferimento di un immobile, effettuando la trascrizione della domanda giudiziale. Successivamente, il venditore alienava lo stesso bene a terzi. La Cassazione ha stabilito che la vendita successiva è inefficace nei confronti del primo acquirente, in virtù dell'effetto prenotativo della trascrizione, che prevale su atti trascritti posteriormente. La decisione della Corte d'Appello, che aveva negato il trasferimento, è stata quindi cassata con rinvio.
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Eccezione data certa: quando il giudice decide d’ufficio
La Corte di Cassazione conferma che la mancanza di data certa di una scrittura privata, come un contratto preliminare, costituisce un'eccezione rilevabile d'ufficio dal giudice. In un caso di azione revocatoria, la Corte ha stabilito che, in assenza di prova della data certa del preliminare, il momento per valutare la consapevolezza del danno ai creditori è quello della stipula del contratto definitivo, rendendo inefficace la vendita immobiliare che pregiudicava le ragioni creditorie.
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