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Art. 2506-bis Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 2506-bis Codice Civile

Concordato preventivo e scissione: no ai beni sottratti
Una società alberghiera in grave crisi debitoria ha attuato una scissione, trasferendo l'intero patrimonio immobiliare a una società beneficiaria di nuova costituzione. Successivamente, la società originaria ha depositato una proposta di concordato preventivo, prevedendo che la nuova società gestisse gli alberghi e poi li vendesse per pagare i creditori. I giudici hanno respinto la domanda e aperto la liquidazione giudiziale: l'operazione ha svuotato l'impresa debitrice, lasciandola con un patrimonio netto negativo. Inoltre, la società beneficiaria non ha assunto impegni vincolanti verso tutti i creditori e ha sottratto la liquidazione al controllo del tribunale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della debitrice, confermando l'inammissibilità della proposta per insussistenza di garanzie concrete a tutela del ceto creditorio.
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Responsabilità solidale per scissione: debiti IVA senza preavviso
Una società originaria concordava con l'Agenzia delle Entrate una rateizzazione IVA per l'anno 2009. In seguito, la debitrice trasferiva parte del patrimonio a una nuova entità tramite scissione, poi incorporata in un'altra azienda. Nel 2013 la società scissa interrompeva i pagamenti a rate. Il Fisco inviava quindi una cartella di pagamento direttamente alla società incorporante. Quest'ultima impugnava l'atto eccependo la mancata notifica di un precedente avviso bonario e il difetto di motivazione. I giudici di merito accoglievano il ricorso societario. La Corte di Cassazione ribalta la pronuncia e accoglie il ricorso erariale: la responsabilità solidale per scissione scatta automaticamente per legge per i debiti tributari anteriori all'operazione, senza la necessità di un previo avviso bonario alla società beneficiaria.
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Factoring pro soluto: Debito contestato, ma il Factor perde
Una società di factoring ha chiesto la restituzione degli anticipi a un fornitore, sostenendo che la garanzia del contratto di Factoring pro soluto fosse venuta meno. Il debitore finale, un ente pubblico, aveva contestato le fatture. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del factor. I giudici hanno stabilito che la contestazione non riguardava l'esistenza del credito in sé, ma la legittimazione del fornitore a fatturare direttamente. Poiché il credito esisteva, anche se verso un soggetto diverso (l'appaltatore principale), il rischio di mancato incasso rimaneva a carico della società di factoring, come previsto dal contratto. Il factor ha perso la causa e ha dovuto pagare le spese legali.
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Scissione e Debiti: non spetta al creditore l’onere della prova
Una società, nata da una scissione societaria, si opponeva alla richiesta di pagamento dell'Ente Previdenziale per la restituzione di sgravi contributivi. La Corte di Cassazione ha chiarito la regola sull'onere della prova scissione societaria. Ha stabilito due principi: primo, è l'azienda a dover provare di avere diritto agli sgravi. Secondo, in caso di scissione, la nuova società è responsabile per i debiti della vecchia. Tuttavia, spetta alla nuova società, e non al creditore, dimostrare che il debito richiesto supera il valore del patrimonio netto ricevuto con la scissione. La Corte ha quindi dato ragione all'Ente Previdenziale, ribaltando la decisione precedente.
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Scissione societaria e IMU: l’azienda non paga per immobili ceduti
Una società costruttrice impugna un avviso di accertamento IMU per il 2013 relativo a immobili invenduti e ad altri tre immobili trasferiti a un'altra società tramite scissione parziale a fine 2012. La Corte di Cassazione respinge il ricorso per gli immobili invenduti, confermando che l'esenzione è partita solo dal 2014. Accoglie invece il motivo sulla scissione societaria e IMU. I giudici stabiliscono che l'obbligo di pagare l'imposta per gli immobili trasferiti spetta alla nuova società proprietaria. Inoltre, la società originaria non era tenuta a comunicare la variazione al Comune, poiché l'ente poteva conoscere il trasferimento tramite i dati telematici notarili. La Corte annulla parzialmente l'accertamento e rinvia la causa per un nuovo esame.
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