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Art. 2504 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 2504 Codice Civile

Termini di impugnazione: l’errore sull’indirizzo costa la causa
Un rivenditore di motocicli ha chiesto il risarcimento dei danni alla società produttrice a causa del sequestro di alcuni ciclomotori, causato da un difetto di fabbricazione nei numeri di telaio. Dopo il rigetto nei primi gradi di giudizio, il rivenditore ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, la notifica del ricorso è stata inizialmente inviata a un indirizzo errato per un errore dell'avvocato, e la seconda notifica corretta è avvenuta oltre i sessanta giorni previsti dalla legge. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per il mancato rispetto dei termini di impugnazione. L'errore sull'indirizzo del destinatario, infatti, è imputabile al notificante e non giustifica il ritardo, determinando il passaggio in giudicato della sentenza precedente e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
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Errore nella fusione: la Banca perde la legittimazione ad impugnare
Una società di costruzioni ottiene una condanna al risarcimento danni contro una banca. La banca, nel frattempo fusa per incorporazione in un nuovo gruppo, presenta appello. La Cassazione, però, dichiara l'appello inammissibile. La nuova banca non ha infatti provato di aver completato tutte le formalità pubblicitarie della fusione, in particolare la cancellazione della vecchia società dal Registro delle Imprese competente. Senza questa prova, viene a mancare la sua 'legittimazione ad impugnare post fusione', rendendo definitiva la condanna di primo grado. La forma, in questo caso, diventa sostanza.
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Prova trasferimento credito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha chiarito i requisiti per la prova trasferimento credito in casi di scissione societaria. Un debitore aveva contestato la pretesa del nuovo creditore, lamentando la mancanza di una specifica prova scritta. La Corte ha stabilito che, sebbene la scissione richieda prove documentali, l'inclusione di un singolo credito può essere dimostrata tramite presunzioni, come dichiarazioni della società scissa e pubblicazioni ufficiali, purché sia garantita la certezza del debitore. Il ricorso del debitore è stato quindi respinto.
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Azione revocatoria: quale legge applicare a terzi?
La Corte di Cassazione chiarisce che in un'azione revocatoria, la scelta della legge applicabile effettuata dalle parti in un contratto non è vincolante per il creditore agente, in quanto terzo rispetto a tale accordo. La sentenza conferma l'applicazione della legge italiana per revocare atti di disposizione patrimoniale ritenuti pregiudizievoli, respingendo le tesi dei ricorrenti che invocavano l'applicazione della legge inglese. Viene inoltre ribadito che il termine di prescrizione dell'azione revocatoria decorre dalla data di pubblicità dell'atto ai terzi.
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Garanzia autonoma: quando è abusiva l’escussione?
Una società ferroviaria ha escusso una garanzia autonoma a danno di due banche per l'inadempimento di un appaltatore. La Corte d'Appello ha qualificato l'escussione come abusiva. La società ha quindi presentato ricorso in Cassazione che, data la complessità della materia, ha emesso un'ordinanza interlocutoria per rinviare la causa a pubblica udienza, al fine di approfondire il concetto di escussione abusiva della garanzia autonoma.
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