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Art. 2487 Codice Civile — Sezione Quinta Penale

Altri anni per Art. 2487 Codice Civile

Compenso sproporzionato del liquidatore: non è bancarotta automatica
Un liquidatore di società, accusato di bancarotta fraudolenta per aver percepito compensi approvati dall'assemblea dei soci, vede la sua condanna annullata dalla Cassazione. La Corte ha stabilito un principio fondamentale: per configurare il reato non basta una semplice presunzione di influenza sui soci. È necessario dimostrare con prove concrete che si trattava di un compenso sproporzionato del liquidatore rispetto all'attività svolta. In assenza di tale prova, il pagamento di un credito legittimo, come il compenso, potrebbe al massimo configurare una bancarotta preferenziale, ma non una distrazione di beni. La sentenza è stata quindi annullata con rinvio per un nuovo esame.
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Bancarotta fraudolenta impropria: analisi della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di bancarotta fraudolenta impropria derivante da una complessa operazione societaria tra due gruppi. L'operazione, configurata come una transazione, ha comportato la cessione di un asset di valore (una società di energia eolica) da parte di un'azienda, poi fallita, per estinguere un debito di un'altra società del suo gruppo. La Corte ha annullato la condanna per gli imputati stranieri a causa di un vizio procedurale (mancata traduzione di un atto), ma ha rigettato il ricorso di un amministratore italiano. La sentenza ha confermato che l'operazione costituiva un atto distrattivo, poiché aveva causato un'ingente perdita patrimoniale alla società fallita senza alcun vantaggio compensativo reale e concreto, integrando così il reato di bancarotta fraudolenta impropria.
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