LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2487 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 2487 Codice Civile

Liquidazione giudiziale società: quando l’attivo non basta
La Corte di Cassazione ha confermato l'apertura della liquidazione giudiziale società per un'impresa immobiliare in fase di liquidazione volontaria. Alcuni professionisti avevano richiesto la procedura concorsuale per ottenere il pagamento dei compensi. La società contestava il credito e sosteneva di possedere immobili con valore superiore ai debiti. La Suprema Corte ha chiarito due principi essenziali. Per chiedere la procedura non occorre un credito accertato con sentenza definitiva, essendo sufficiente una verifica incidentale del giudice. Inoltre, per le imprese non operative rileva l'insolvenza statica, ossia la reale e tempestiva capacità di realizzare l'attivo per pagare i creditori. L'incertezza sui tempi di vendita degli immobili e il costante aumento dei debiti confermano lo stato di insolvenza. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società debitrice, condannandola alle spese di giudizio.
Continua »
Liquidazione della quota: l’avviamento non si azzera mai
Un socio recede da una società in nome collettivo, lasciando un unico socio superstite. Poiché la pluralità dei soci non viene ricostituita entro sei mesi, la società entra in liquidazione. Il socio uscente chiede la liquidazione della quota, ma sorge un contrasto sul calcolo del valore, in particolare sull'avviamento commerciale. La Corte di Cassazione stabilisce che, se la quota non è stata ancora liquidata al momento dello scioglimento della società, il procedimento viene attratto dalla liquidazione generale. Tuttavia, la Corte chiarisce che la liquidazione della quota non comporta l'automatica cancellazione dell'avviamento maturato in precedenza. Questo valore va escluso solo se si accerta che i beni aziendali hanno perso utilità a causa dell'interruzione dell'attività. La sentenza viene quindi cassata con rinvio per un nuovo calcolo.
Continua »
Insolvenza in liquidazione: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha definito i criteri per accertare lo stato di insolvenza di una società in liquidazione volontaria. Il caso riguarda una struttura alberghiera che aveva deliberato la liquidazione dopo la notifica di un ricorso per liquidazione giudiziale. La Suprema Corte ha stabilito che il liquidatore possiede il potere di proseguire l'attività d'impresa per conservarne il valore, anche senza specifica autorizzazione assembleare. Tuttavia, la valutazione dell'insolvenza in questa fase non può limitarsi a un calcolo matematico tra attivo e passivo. Il giudice deve verificare se i beni siano concretamente liquidabili in tempi ragionevoli, specialmente se gravati da pignoramenti che ne ostacolano la vendita.
Continua »
Responsabilità dei soci: avviso di accertamento
La Corte di Cassazione chiarisce che la cancellazione di una società dal registro delle imprese non estingue i suoi debiti fiscali. Si verifica un fenomeno successorio in cui le obbligazioni si trasferiscono ai soci. L'Amministrazione Finanziaria può legittimamente notificare un avviso di accertamento, originariamente intestato alla società, direttamente agli ex soci in qualità di successori. La sentenza annulla la decisione di merito che negava la legittimazione dell'ente impositore, stabilendo che la notifica post-estinzione è una procedura valida per accertare il debito. La successiva determinazione della concreta responsabilità dei soci dipenderà dalla prova di quanto da loro riscosso.
Continua »
Responsabilità del liquidatore: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un ex liquidatore per mala gestio, colpevole di aver svenduto e rottamato il magazzino sociale. La sentenza chiarisce che la responsabilità del liquidatore ha natura contrattuale e spetta a lui dimostrare di aver agito con diligenza. Viene inoltre confermata l'inefficacia di una donazione fatta ai figli, in quanto il credito risarcitorio del fallimento era sorto al momento degli atti dannosi e non con la successiva azione legale.
Continua »
Detraibilità IVA liquidazione: la Cassazione decide
Una società in liquidazione, successore di un'altra che svolgeva attività sanitarie esenti da IVA, ha richiesto il rimborso dell'IVA su costi legali. La Corte di Cassazione ha negato il rimborso, stabilendo che la detraibilità IVA in liquidazione è esclusa se i costi, pur sostenuti in questa fase, sono direttamente collegati alla precedente attività esente. Il principio determinante è la connessione del costo all'operazione originaria, non lo stato attuale della società.
Continua »