LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2487 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2487 Codice Civile

Confisca Antimafia: Liquidatori Possono Agire per Crediti?
Una società sottoposta a confisca antimafia aveva tentato di recuperare crediti per spese condominiali tramite decreto ingiuntivo. I giudici di merito avevano negato alla società la legittimazione ad agire, sostenendo che solo l'Agenzia Nazionale per i Beni Confiscati (ANBSC) potesse farlo. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che, anche dopo la confisca antimafia, i liquidatori della società possono agire per il recupero crediti, purché autorizzati dall'ANBSC. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame, riconoscendo il diritto della società a tutelare i propri interessi.
Continua »
Crediti post-concordato: quando sono “atti di straordinaria amministrazione”?
Un'Azienda Creditrice ha chiesto di essere ammessa al passivo di un Fallimento per crediti derivanti da servizi. Parte di questi servizi è stata eseguita dopo la domanda di concordato preventivo. Il Tribunale ha ammesso solo i crediti pre-concordato, ritenendo i successivi "atti di straordinaria amministrazione" privi di autorizzazione. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione. Ha stabilito che la qualificazione di un atto come di straordinaria amministrazione dipende dal suo impatto negativo sul patrimonio del debitore e sull'interesse dei creditori, non solo dall'importo. Il ricorso dell'Azienda Creditrice è stato respinto.
Continua »
Prorogatio poteri liquidatore: dimissioni non fermano il fallimento
La Corte di Cassazione ha confermato che un liquidatore di società, anche se dimissionario, mantiene la legittimazione a chiedere il fallimento dell'azienda. Questo avviene grazie al principio della prorogatio poteri liquidatore, che estende i suoi poteri fino alla nomina di un successore, evitando vuoti di gestione. I soci avevano contestato sia la legittimazione del liquidatore sia l'effettivo stato di insolvenza. La Cassazione ha ribadito che l'insolvenza si valuta sulla capacità del patrimonio di soddisfare integralmente i creditori, e ha rigettato il ricorso dei soci.
Continua »
Dichiarazione di fallimento valida anche per un solo debito
Una società creditrice in concordato preventivo ha ottenuto la dichiarazione di fallimento di una società debitrice per un debito insoluto di oltre 1,6 milioni di euro. L'impresa debitrice ha impugnato la sentenza contestando i poteri del liquidatore creditore e sostenendo che il mancato pagamento di una singola pretesa non potesse dimostrare l'insolvenza. La Corte di Cassazione ha confermato integralmente la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha chiarito che il liquidatore giudiziale possiede piena legittimazione ad agire per recuperare i crediti sociali. Inoltre, anche l'inadempimento verso un solo creditore evidenzia lo stato di insolvenza quando assume importi rilevanti e manifesta una strutturale incapacità finanziaria dell'impresa, rendendo legittima la dichiarazione di fallimento.
Continua »
Responsabilità dell’amministratore: risarcimento per spese fittizie
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'ex amministratrice unica, confermando la sua responsabilità per i danni causati alla società. L'amministratrice aveva registrato costi fittizi e ingiustificati, provocando la perdita del capitale sociale e il conseguente scioglimento dell'ente. Tale condotta era finalizzata a far subentrare una nuova società, a lei collegata, in una redditizia convenzione pubblica. I giudici hanno chiarito che non si è trattato di un sindacato sulle scelte di merito dell'imprenditore, bensì di un accertamento di un grave sperpero di risorse e di una violazione del dovere di diligenza. La ricorrente è stata condannata al risarcimento dei danni per responsabilità dell'amministratrice.
Continua »