La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una figlia contro la madre, confermando che spetta al lavoratore dimostrare la natura subordinata del rapporto di lavoro familiare. La ricorrente non è riuscita a provare né la subordinazione né l'onerosità della prestazione, soprattutto a fronte della sua pacifica facoltà di prelevare liberamente denaro dalla cassa aziendale. La Corte ribadisce che il giudizio di legittimità non può riesaminare nel merito le prove.
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