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Art. 2423-bis Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 2423-bis Codice Civile

Principio di competenza: no alle tasse sui crediti contestati
L'Amministrazione Finanziaria ha emesso avvisi di accertamento contro una Clinica Privata, pretendendo le tasse su prestazioni sanitarie erogate ma non ancora pagate né approvate dall'Azienda Sanitaria, in quanto oggetto di una causa arbitrale. Il Fisco invocava il principio di competenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, stabilendo che un credito contestato in tribunale (sub judice) non è né certo né determinabile, e quindi non va tassato in quell'anno. Inoltre, la Corte ha accolto il ricorso della Clinica Privata sui costi deducibili, poiché i giudici d'appello avevano bocciato le deduzioni con una motivazione generica e insufficiente. La causa torna quindi alla Corte di giustizia tributaria per un nuovo esame dei costi.
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Principio di competenza fiscale: costo 2015 dedotto nel 2014?
Una società rinuncia a un credito nel 2015 ma tenta di dedurre la perdita come costo nell'anno fiscale 2014, sostenendo che l'evento era noto prima dell'approvazione del bilancio 2014. L'Agenzia delle Entrate contesta questa imputazione temporale. La Corte di Cassazione dà ragione al Fisco, stabilendo che il principio di competenza fiscale è inderogabile. Un costo è deducibile solo nell'anno in cui diventa certo e definito nel suo ammontare, ovvero il 2015. Le regole contabili per la redazione del bilancio non possono prevalere sulle norme fiscali. Di conseguenza, la società perde il ricorso.
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Plusvalenza da Cessione d’Azienda: Contabilità errata, Fisco vince
Una società ha contestato un avviso di accertamento relativo al calcolo della plusvalenza da cessione d'azienda. L'Agenzia delle Entrate aveva ricalcolato il guadagno, ritenendo che la società avesse applicato un principio contabile errato per i beni in leasing, riducendo così artificialmente il reddito imponibile. La società sosteneva invece la correttezza del proprio operato. La Corte di Cassazione ha dato pienamente ragione all'Agenzia delle Entrate. I giudici hanno stabilito che la valutazione del Fisco non era automatica ma basata su elementi concreti, tra cui l'errata applicazione del principio di competenza anziché quello di cassa per i costi di leasing. La società ha perso la causa e deve pagare le maggiori imposte, le spese legali e una sanzione.
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continuità dei bilanci: l’impugnazione del socio
La Corte di Cassazione ha stabilito che la continuità dei bilanci non comporta la trasmissione automatica dei vizi da un esercizio all'altro. Un ex socio che intende contestare un bilancio deve allegare specificamente la persistenza dei difetti nei documenti successivi per mantenere l'interesse ad agire.
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Deducibilità costi: fatture generiche non bastano
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che per la deducibilità dei costi le fatture con descrizioni generiche non sono sufficienti a provare l'effettività e l'inerenza dell'operazione. In questi casi, l'onere probatorio ricade interamente sul contribuente, che deve fornire documentazione supplementare. La Corte ha inoltre precisato la natura sostanziale, e non meramente formale, delle violazioni per omessa autofatturazione. La sentenza di merito, carente di motivazione su diversi punti, è stata cassata con rinvio.
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Principio di competenza: quando tassare i bonus?
Una consulente finanziaria ha ricevuto anticipi su bonus provvigionali, subordinati al raggiungimento di obiettivi su 12 mesi. L'Amministrazione Finanziaria li ha tassati nell'anno di erogazione. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che, in base al principio di competenza, tali somme andavano tassate solo nell'anno in cui si è verificata la condizione, rendendo il reddito certo e determinabile, a prescindere dal momento del pagamento.
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Costi di avviamento: quando sono capitalizzabili?
Una compagnia aerea capitalizzava i costi sostenuti per l'avvio di nuove rotte, includendo le spese per il personale, come costi di avviamento pluriennali. L'Agenzia delle Entrate contestava tale pratica, ritenendoli costi di esercizio. La Corte di Cassazione ha dato ragione al Fisco, stabilendo che i costi per retribuzioni e oneri similari devono essere dedotti per competenza nell'anno in cui sono sostenuti e non possono essere capitalizzati, in quanto non costituiscono oneri con utilità pluriennale. La sentenza di merito è stata cassata per errata applicazione dei principi contabili e fiscali.
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