La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un avviso di accertamento per una plusvalenza immobiliare derivante dalla vendita di beni di interesse archeologico. L'Agenzia delle Entrate aveva inizialmente contestato una plusvalenza di circa 497.000 euro, basandosi sui valori dell'imposta di registro. Tuttavia, poco prima dell'udienza in Cassazione, l'Ufficio ha comunicato un annullamento parziale dell'atto, rideterminando la pretesa in soli 10.497 euro. Poiché non vi era prova che tale ricalcolo fosse stato notificato al contribuente, la Corte ha disposto il rinvio della causa per tutelare il diritto di difesa e il principio del contraddittorio.
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