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Art. 2396 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2396 Codice Civile

Notifica avviso di accertamento: quando è valida?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento fiscale. La Corte ha stabilito che la notifica dell'avviso di accertamento è valida anche senza la firma del messo notificatore, purché vi sia il timbro postale. Inoltre, ha chiarito che il termine di prescrizione si interrompe alla data di spedizione dell'atto, non a quella di ricezione, e che la firma a stampa del funzionario responsabile è legittima per gli atti emessi da sistemi informatici.
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Responsabilità direttore generale: l’analisi della Cassazione
Un ex direttore generale di una banca, multato dall'Autorità di Vigilanza per carenze nei servizi di investimento, ha impugnato la sanzione in Cassazione. I motivi di ricorso vertevano sulla presunta errata assimilazione della sua responsabilità a quella degli amministratori e sulla natura sostanzialmente penale della sanzione. Il procedimento si è estinto a seguito della rinuncia al ricorso da parte del dirigente, accettata dall'Autorità, senza che la Corte si pronunciasse nel merito delle importanti questioni sollevate sulla responsabilità direttore generale.
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Bancarotta fraudolenta: la prova del dolo specifico
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta di un amministratore di fatto. La sentenza chiarisce come provare il ruolo di dominus occulto e il dolo specifico, distinguendolo dalla bancarotta semplice. Decisiva la sottrazione delle scritture contabili e l'enorme passivo fallimentare, che hanno reso impossibile ricostruire il patrimonio sociale a danno dei creditori.
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Responsabilità direttore generale: Dolo e Omissioni
Un ex direttore generale di un istituto bancario è stato sanzionato dall'autorità di vigilanza per aver omesso informazioni cruciali su operazioni di "capitale finanziato" nei prospetti informativi. La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione, chiarendo la portata della responsabilità direttore generale. Secondo la Corte, la consapevolezza dello schema illecito e la conseguente omissione sono sufficienti per integrare il dolo, senza necessità di provare un'intenzione specifica di danneggiare. Inoltre, è stato respinto il motivo di ricorso relativo a una presunta violazione del diritto di difesa per mancato accesso a tutti gli atti ispettivi.
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Licenziamento dirigente: quando le prove non bastano
Un'azienda ha licenziato un suo dirigente per giusta causa, accusandolo di cattiva gestione del personale e conflitto di interessi. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento dirigente, stabilendo che le decisioni contestate erano state prese dal Presidente e dal CdA, e che il manager si era limitato a eseguirle. La mancanza di prove concrete sulla violazione del vincolo fiduciario ha reso il licenziamento illegittimo.
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