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Art. 2396 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2396 Codice Civile

Licenziamento del dirigente: quando l’autonomia rompe la fiducia
Un Direttore Generale è stato licenziato in tronco per aver promosso autonomamente tre dipendenti ai massimi livelli aziendali, senza informare l'Amministratore Unico e in un momento di tensione societaria. Il lavoratore ha impugnato il provvedimento sostenendo la natura ritorsiva del recesso e la presenza di un patto di stabilità. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del provvedimento, respingendo il ricorso. I giudici hanno chiarito che il licenziamento del dirigente non rappresenta un'estrema ratio, ma può scattare per qualsiasi comportamento che rompa il legame fiduciario. Inoltre, l'ipotesi di ritorsione viene esclusa se sussiste una reale giusta causa alla base del licenziamento. Il manager perde definitivamente la causa e deve pagare le spese processuali.
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Responsabilità del direttore generale: lo statuto vince sui vizi
Una società in amministrazione straordinaria ha citato in giudizio l'ex Direttore Generale per ottenere il risarcimento dei danni causati da gravi atti di mala gestio, tra cui l'uso indebito di carte di credito aziendali e la riscossione di premi non dovuti tramite bilanci falsificati. Il Direttore Generale sosteneva di non poter essere equiparato agli amministratori poiché la sua nomina derivava dallo statuto e non dall'atto costitutivo. La Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale del dirigente sia quello incidentale della società. La Corte ha stabilito che lo statuto è parte integrante dell'atto costitutivo, estendendo la responsabilità del direttore generale a quella degli amministratori. Inoltre, ha confermato la natura contrattuale di tale responsabilità e l'utilizzabilità delle prove atipiche, come la sentenza di patteggiamento penale.
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Spese false e regali: confermata la responsabilità degli amministratori
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un amministratore delegato e di un direttore generale di una banca per atti di 'mala gestio'. Le condotte illecite includevano acquisti di beni estranei all'attività bancaria, spese fittizie per hardware e lavori mai eseguiti. La Corte ha stabilito la piena responsabilità degli amministratori, respingendo le loro difese. È stato inoltre sancito che anche il direttore generale, pur non essendo amministratore, risponde in solido per non aver vigilato e impedito le irregolarità, dati i suoi ampi poteri decisionali e il suo ruolo apicale. L'esito finale è la condanna definitiva al risarcimento dei danni a favore della società.
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Responsabilità amministratori: doveri e sanzioni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30233/2023, ha confermato la sanzione irrogata dalla CONSOB a un amministratore senza deleghe di un istituto di credito. La decisione ribadisce la piena responsabilità degli amministratori non esecutivi, i quali hanno il dovere di agire informati, ovvero di attivarsi per vigilare sulla gestione, specialmente in relazione a operazioni strategiche e sistemiche. L'ignoranza dei fatti non costituisce una scusante quando deriva dalla violazione di questo preciso obbligo di vigilanza attiva.
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