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Art. 2391 Codice Civile — Anno 2023

Altri anni per Art. 2391 Codice Civile

Fideiussione in conflitto di interessi: banca perde la garanzia
Una società immobiliare ha impugnato la fideiussione concessa a favore di una società nautica correlata, lamentando l'esistenza di una fideiussione in conflitto di interessi. Entrambe le società condividevano la stessa amministratrice unica. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società garante, evidenziando che la coincidenza dell'organo amministrativo e la parziale sovrapposizione dei soci non escludono il conflitto. Nel caso specifico, la garanzia era sproporzionata rispetto al capitale sociale della garante e le attività delle due imprese erano del tutto estranee, escludendo un reale interesse di gruppo. La banca creditrice avrebbe dovuto rilevare tale conflitto, rendendo la garanzia annullabile. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Conflitto di interessi: Presidente svia cliente ma non paga i danni
Un consorziato e il suo consorzio di trasporti citano in giudizio l'ex presidente, accusandolo di aver violato i suoi doveri. L'ex amministratore aveva costituito una nuova società concorrente, sviando il cliente principale e causando un ingente danno economico. La richiesta di risarcimento danni, basata sul palese **conflitto di interessi dell'amministratore**, è stata però respinta nei primi due gradi di giudizio. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, dichiarando il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che le richieste del consorzio erano un tentativo di far riesaminare le prove, compito che non spetta alla Suprema Corte, la quale può giudicare solo sulla corretta applicazione delle leggi.
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Conflitto di interessi amministratore: transazione lecita se ragionevole
Una socia di minoranza ha citato in giudizio gli amministratori di una S.r.l., accusandoli di aver danneggiato la società approvando una transazione economica con un ex amministratore. Secondo la socia, questa operazione nascondeva un conflitto di interessi amministratore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un principio importante: per dimostrare un illecito, non basta ipotizzare un conflitto. È necessario provare che la decisione gestionale sia stata manifestamente irragionevole e priva di qualsiasi logica economica per la società. Poiché la transazione serviva a chiudere una causa legale per un importo pari alla metà di quanto richiesto, i giudici l'hanno considerata una scelta di business legittima e non un atto di mala gestione. La richiesta di risarcimento è stata quindi negata.
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