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Art. 2383 Codice Civile — Sezione Quinta Civile

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Difetto di legittimazione: l’ex amministratore perde la causa
L'Agenzia delle Entrate ha notificato un avviso di accertamento a una società, consegnandolo nelle mani dell'ex amministratore, cessato dalla carica da cinque anni e regolarmente iscritto nel Registro delle Imprese. L'ex amministratore ha impugnato l'atto contestando il proprio difetto di legittimazione. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'obbligo di verificare il rappresentante legale spetta al Fisco tramite consultazione del registro pubblico. Tuttavia, poiché l'atto era diretto alla società e non all'ex amministratore a titolo personale, quest'ultimo non aveva il potere di agire in giudizio. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l'inammissibilità del ricorso originario per difetto di legittimazione ad agire, stabilendo che solo la società destinataria avrebbe potuto far valere il vizio di notifica.
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Legittimazione ad agire: chi può impugnare l’avviso
La Corte di Cassazione ha stabilito che un ex amministratore di società non ha la legittimazione ad agire per impugnare personalmente un avviso di accertamento fiscale rivolto alla società. La Corte ha sottolineato che le sue dimissioni, se non iscritte nel Registro delle Imprese, non sono opponibili ai terzi, come l'Agenzia delle Entrate. Pertanto, l'originario ricorso dell'individuo è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse e legittimazione.
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