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Art. 2383 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2383 Codice Civile

Ex Amministratore vs Liquidazione: Nessun Risarcimento per Cessazione Amministratore
Un ex amministratore delegato ha richiesto un risarcimento danni a un'azienda e a una banca, sostenendo di essere stato revocato senza giusta causa a seguito della liquidazione della società. Egli aveva elaborato il piano di risanamento che portò alla liquidazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che la cessazione amministratore per liquidazione non equivale a una revoca ingiustificata. La messa in liquidazione estingue il mandato gestorio per un impedimento oggettivo, non per inadempimento. La banca, inoltre, era estranea agli accordi iniziali. L'ex amministratore ha perso la causa e dovrà pagare le spese.
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Responsabilità amministratore società: l’inerzia non salva
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento dei danni nei confronti di un ex componente del consiglio di amministrazione. La Curatela del fallimento ha promosso un'azione risarcitoria a causa di spese ingiustificate e ammanchi di cassa. L'ex amministratore ha sostenuto la mancanza di una propria accettazione formale del rinnovo della carica e l'assenza di un ruolo attivo nella gestione aziendale. I giudici hanno stabilito che l'accettazione della carica sociale non richiede forme solenni e può avvenire in modo tacito. Inoltre, il disinteresse concreto nell'attività societaria non esenta da responsabilitá amministratore societá, configurando una grave negligenza. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando l'obbligo di risarcire oltre settantunomila euro.
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Cessione del credito: senza prove del debito il ricorso fallisce
Nel caso in esame, il presunto acquirente di un credito ha richiesto un decreto ingiuntivo contro una società immobiliare per oltre duecentomila euro. La società ha contestato l'esistenza stessa del debito originario. I giudici di merito hanno revocato l'ingiunzione per mancanza di prove certe sul prestito iniziale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del creditore, confermando che, in caso di contestazione, chi agisce in giudizio tramite cessione del credito non deve solo dimostrare il trasferimento del diritto, ma ha l'onere di provare rigorosamente l'esistenza e l'esigibilità del credito originario. Il ricorrente ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
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