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Art. 2379 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 2379 Codice Civile

Clausola compromissoria societaria: accordo tra soci senza l’ente
Un socio amministratore stipulava un accordo privato con l'altro socio per dimettersi e cedere le proprie quote, regolando i rapporti di dare e avere. L'erede del socio chiedeva poi la condanna della società al pagamento delle somme previste dall'accordo, sostenendo che vi fosse stata una ratifica implicita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'accordo era un negozio privato tra soci estraneo alla società. Inoltre, la Suprema Corte ha stabilito che la controversia rientrava pienamente nella clausola compromissoria societaria prevista dallo statuto, la quale devolveva ad arbitri privati qualsiasi lite tra i soci, e che la proposizione di una domanda riconvenzionale subordinata non comportava la rinuncia a tale clausola.
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Nullità delibera cooperativa: quando manca il potere
Una coppia di proprietari impugna le delibere di una cooperativa edilizia riguardanti le parti comuni, sostenendo che, con l'assegnazione degli alloggi, si era formato un condominio e la cooperativa non aveva più potere decisionale. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, afferma un principio fondamentale: il giudice deve sempre rilevare d'ufficio qualsiasi causa di nullità, inclusa la carenza di potere, anche se non specificamente eccepita dalle parti. La sentenza chiarisce che l'acquirente di un immobile da un socio originario ha piena legittimazione a contestare la nullità delibera cooperativa per questo motivo.
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Interesse ad agire condominio: cosa succede se vendi?
Un ex condomino ha impugnato una delibera assembleare per lavori straordinari, ma ha venduto il proprio immobile durante il processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che viene meno l'interesse ad agire condominio. Per proseguire l'azione legale è necessario mantenere la qualità di condomino fino alla decisione finale, a meno che non si dimostri un persistente e concreto pregiudizio patrimoniale derivante dalla delibera stessa.
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Delibere condominiali annullabili: il caso decisivo
La Corte di Cassazione chiarisce la differenza tra delibere nulle e annullabili in materia di ripartizione spese. Un condomino si opponeva a un decreto ingiuntivo per lavori straordinari, sostenendo la nullità della delibera che addebitava i costi solo a una parte dei condomini. La Corte ha stabilito che si tratta di delibere condominiali annullabili, non nulle, poiché l'errore riguardava un caso specifico e non una modifica permanente dei criteri. Non essendo stata impugnata entro 30 giorni, la delibera è diventata definitiva.
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