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Art. 235 Codice Penale — Anno 2024

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Altri anni per Art. 235 Codice Penale

Espulsione illegale con patteggiamento: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4683/2024, ha stabilito l'illegittimità dell'ordine di espulsione di uno straniero condannato, tramite patteggiamento, a una pena di due anni di reclusione. La Corte ha chiarito che l'espulsione, quale misura di sicurezza personale, non può essere applicata se la pena patteggiata non supera i due anni. Di conseguenza, ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla parte relativa all'espulsione illegale, confermando nel resto la condanna.
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Espulsione cittadino italiano: Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza del GIP di Monza nella parte in cui disponeva l'espulsione di un condannato. La Corte ha stabilito che la misura di sicurezza dell'espulsione di un cittadino italiano è illegale ai sensi dell'art. 235 del codice penale, poiché la cittadinanza italiana dell'imputato, provata in giudizio, costituisce un divieto assoluto all'applicazione di tale misura. La decisione è stata di annullamento senza rinvio, eliminando direttamente la misura illegittima.
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Rientro straniero espulso per processo: la Cassazione
Un cittadino straniero, espulso dall'Italia, si è visto negare il rientro per partecipare a un'udienza del Tribunale di sorveglianza, nonostante una precedente autorizzazione. La Corte di Cassazione ha stabilito che il diniego è illegittimo e contraddittorio, violando il diritto di difesa. La sentenza analizza il diritto al rientro straniero espulso, affermando che può essere negato solo per nuovi e gravi motivi di pericolosità sociale. Di conseguenza, la decisione del Tribunale di sorveglianza, emessa in assenza dell'interessato, è stata annullata con rinvio.
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Espulsione misura di sicurezza: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 44013/2024, ha rigettato il ricorso di un condannato per tratta di esseri umani contro l'ordinanza che confermava la sua espulsione misura di sicurezza. La Corte ha ritenuto corretto il giudizio sulla sua attuale pericolosità sociale, basato sulla gravità dei reati, la condotta in carcere e la mancanza di stabili mezzi di sussistenza e alloggio.
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Misure di sicurezza: espulsione sostituita con libertà
Un uomo, originariamente soggetto alla misura di sicurezza dell'espulsione, ha visto la sanzione sostituita con la libertà vigilata dal Tribunale di Sorveglianza. Ha impugnato la decisione in Cassazione, sostenendo l'incompatibilità tra le due misure. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, affermando che il sistema delle misure di sicurezza è flessibile e consente modifiche basate sulla proporzionalità e sull'evoluzione della pericolosità sociale del soggetto. La sostituzione è stata ritenuta corretta in quanto bilanciava una residua pericolosità con il diritto alla vita familiare.
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