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Art. 230-bis Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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Altri anni per Art. 230-bis Codice Civile

Impresa familiare: calcolo della quota del familiare
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3266/2024, ha stabilito che per liquidare la quota del collaboratore in un'impresa familiare, si deve considerare la differenza tra il valore finale e iniziale dell'azienda, includendo anche i beni preesistenti e gli incrementi di valore non derivanti da utili reinvestiti. Il calcolo si basa sulla quantità e qualità del lavoro prestato e non sulla sua incidenza causale sull'aumento di valore.
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Trasferimento d’azienda e debiti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3166/2024, ha stabilito che nel trasferimento d'azienda da impresa familiare a società, la nuova società è responsabile per i debiti pregressi verso un collaboratore se questi sono esplicitamente menzionati nell'atto costitutivo. La menzione nell'atto di conferimento, sottoscritto dai soci, prova la conoscenza e l'assunzione del debito da parte della nuova entità, superando il requisito formale della registrazione nei libri contabili obbligatori.
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Onere della prova agricoli: chi prova il rapporto?
Una lavoratrice agricola si è vista rigettare il ricorso contro la sua cancellazione dagli elenchi professionali. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, ribadendo un principio fondamentale sull'onere della prova agricoli: quando l'ente previdenziale contesta la genuinità del rapporto, l'iscrizione all'elenco perde la sua efficacia probatoria. Spetta quindi interamente al lavoratore dimostrare in giudizio l'effettiva esistenza, durata e natura del rapporto di lavoro subordinato.
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Onere della prova: lavoratore agricolo e iscrizione
Una lavoratrice agricola si è vista negare la reiscrizione negli elenchi di categoria. La Corte di Cassazione ha rigettato il suo ricorso, stabilendo un principio fondamentale sull'onere della prova. Se l'INPS contesta la veridicità del rapporto di lavoro, spetta al lavoratore dimostrarne l'effettiva esistenza, durata e natura. La sola iscrizione negli elenchi non è più sufficiente a beneficiare dell'agevolazione probatoria, che viene meno con la contestazione dell'ente.
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