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Art. 23 Costituzione

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Cessione ramo d’azienda: il diritto alla doppia paga
Una lavoratrice, illegittimamente trasferita attraverso una cessione ramo d'azienda, ha visto ripristinato il suo rapporto di lavoro con il datore originale. La Corte di Cassazione ha confermato che, se il datore di lavoro originale non la reintegra, deve corrisponderle l'intera retribuzione, anche se la lavoratrice ha continuato a lavorare e a percepire uno stipendio dalla nuova società. Il pagamento del cessionario non estingue il debito del cedente.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. Secondo la Corte, un simile prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, richiede una base legale specifica (riserva di legge) che non può essere sostituita da un regolamento interno dell'ente. La decisione ha inoltre ribadito che il termine per richiedere il rimborso delle somme indebitamente trattenute è di dieci anni.
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Cessione ramo d’azienda: doppio stipendio legittimo?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione ramo d'azienda dichiarata illegittima, il lavoratore ha diritto alla retribuzione completa dal datore di lavoro originario (cedente) dal momento in cui offre la propria prestazione. La somma percepita dal datore di lavoro di fatto (cessionario) non può essere detratta, poiché si originano due rapporti di lavoro distinti: uno 'de iure' con il cedente e uno 'de facto' con il cessionario. La Corte ha rigettato il ricorso dell'azienda, confermando il principio della non detraibilità delle somme percepite altrove.
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Onere della prova: Cassazione su utili e riserve
La Cassazione chiarisce l'onere della prova in materia di accertamento fiscale. In caso di diminuzione delle riserve societarie, spetta all'Agenzia delle Entrate dimostrare l'effettiva distribuzione di utili ai soci. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente invertito tale onere a carico del contribuente.
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Cessione ramo d’azienda: doppio stipendio legittimo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20314/2025, ha stabilito che in caso di cessione di ramo d'azienda dichiarata illegittima, il lavoratore ha diritto alla retribuzione sia dal datore di lavoro originario (cedente) che da quello di fatto (cessionario). La Corte ha chiarito che si configurano due rapporti di lavoro distinti: uno 'de iure' ripristinato con il cedente e uno 'de facto' proseguito con il cessionario. Di conseguenza, la retribuzione versata da quest'ultimo non può essere detratta da quella dovuta dal cedente, poiché non si applica il principio della 'compensatio lucri cum damno'.
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IMU concessionario: quando paga l’associazione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'associazione sportiva, in qualità di IMU concessionario di un bene del patrimonio pubblico indisponibile, è tenuta al pagamento dell'imposta al pari di un concessionario di bene demaniale. La Corte ha inoltre negato l'esenzione fiscale, rilevando che le attività svolte (corsi a pagamento, tornei, pubblicità) avevano natura commerciale e non meramente simbolica, superando così i requisiti per essere considerate non lucrative. La sentenza chiarisce che lo status di ente non commerciale deve essere verificato nei fatti, anno per anno.
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Canone aggiuntivo idroelettrico: limiti del sindacato
Una società energetica ha impugnato la misura di un canone aggiuntivo imposto da una Regione per la prosecuzione di concessioni idroelettriche scadute. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la competenza regionale nella determinazione del canone e specificando che il sindacato giurisdizionale è limitato alla verifica di ragionevolezza e proporzionalità, senza poter entrare nel merito delle scelte discrezionali dell'amministrazione.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato su un trattamento pensionistico. La decisione si fonda sulla violazione della riserva di legge, secondo cui solo una norma primaria può imporre prestazioni patrimoniali, e sull'incompatibilità con il principio del pro rata. La Corte ha inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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Danno punitivo: no dalla Cassazione nel lavoro
La Corte di Cassazione ha escluso l'applicabilità del danno punitivo in un caso di prolungata inattività forzata di un lavoratore. L'ordinanza chiarisce che il risarcimento deve limitarsi al pregiudizio effettivo subito, senza finalità sanzionatorie. La Corte ha inoltre specificato che è possibile richiedere un nuovo risarcimento per il protrarsi di condotte lesive in un periodo successivo a quello già giudicato, distinguendo il nuovo danno esistenziale da quello già liquidato in precedenza.
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Obbligo contributivo geometra: le Sezioni Unite decidono
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso alle Sezioni Unite la questione sull'obbligo contributivo geometra per i professionisti che svolgono la loro attività esclusivamente come lavoratori dipendenti. Il caso riguarda un geometra a cui la Cassa di previdenza di categoria chiedeva il versamento dei contributi, nonostante fosse già assicurato come lavoratore subordinato. La Corte d'Appello aveva dato ragione alla Cassa, ma la Cassazione ha ritenuto la questione di massima importanza, sollevando dubbi sulla legittimità delle previsioni regolamentari della Cassa che qualificano come autonoma un'attività svolta in regime di subordinazione, ai soli fini previdenziali.
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Rendita catastale impianti eolici: la torre è esclusa
Una società energetica ha contestato l'inclusione delle torri eoliche nel calcolo della rendita catastale impianti eolici. Durante il ricorso in Cassazione, l'Agenzia delle Entrate ha annullato in autotutela i propri accertamenti. Di conseguenza, la società ha rinunciato al ricorso e la Corte ha dichiarato estinto il giudizio, confermando di fatto l'esclusione delle torri dal calcolo della rendita.
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Agevolazione fiscale immobili: decadenza totale se parziale
Una società immobiliare, non avendo rivenduto entro tre anni l'intero complesso acquistato, si è vista revocare l'agevolazione fiscale per la totalità dell'operazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il beneficio è legato all'atto di acquisto nella sua interezza. La mancata vendita anche di una sola parte del compendio immobiliare comporta la decadenza totale dall'agevolazione fiscale immobili, non una riduzione proporzionale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte d'Appello di Bologna ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai propri pensionati. La sentenza stabilisce che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno della Cassa. Di conseguenza, la Cassa è stata condannata a restituire le somme indebitamente trattenute, confermando un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte d'Appello di Bologna ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata su una pensione già liquidata. La sentenza stabilisce che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento della cassa. Di conseguenza, la cassa è stata condannata a restituire le somme trattenute, con interessi, applicando la prescrizione decennale.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte d'Appello ha confermato la decisione di primo grado, stabilendo l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato su una pensione già erogata. La Corte ha ribadito che un simile prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, necessita di una base legale specifica che non può essere surrogata dall'autonomia gestionale della Cassa. Di conseguenza, l'ente è stato condannato a restituire le somme indebitamente trattenute, con prescrizione decennale e interessi decorrenti da ogni singolo prelievo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per i fondi
La Corte d'Appello ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privatizzato sulla pensione di un suo iscritto. Ribadendo un principio consolidato della Corte di Cassazione, i giudici hanno stabilito che tali enti non hanno il potere di introdurre prelievi forzosi su trattamenti pensionistici già liquidati. La decisione ha comportato la condanna dell'ente alla restituzione delle somme trattenute, con interessi decorrenti da ogni singolo prelievo, e ha confermato la prescrizione ordinaria decennale per il diritto al rimborso.
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Riservato dominio: riduzione della penale eccessiva
In una causa per inadempimento di un contratto preliminare di vendita di un chiosco con patto di riservato dominio, il Tribunale ha confermato la risoluzione del contratto a causa del mancato pagamento delle rate da parte dell'acquirente. Tuttavia, ha ridotto l'indennità che il venditore poteva trattenere dalle rate già pagate, ritenendo la clausola penale manifestamente eccessiva ai sensi dell'art. 1526 c.c. e bilanciando l'equità tra le parti. L'acquirente è stato condannato a restituire il bene e a pagare gli oneri tributari arretrati.
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Contributo di solidarietà illegittimo per le Casse
Il Tribunale del Lavoro di Ancona ha stabilito che un contributo di solidarietà imposto autonomamente da una cassa di previdenza privata è illegittimo. Tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge statale e non da un atto della cassa. La Cassa è stata condannata a interrompere la trattenuta e a restituire le somme versate dal pensionato negli ultimi cinque anni, limite fissato dalla prescrizione.
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Contributo solidarietà pensione: illegittimo se imposto
La Corte d'Appello di Genova ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà pensione imposto da un ente previdenziale privatizzato a un proprio iscritto. In linea con la giurisprudenza della Cassazione, i giudici hanno stabilito che tale prelievo, incidendo su un trattamento pensionistico già definito, costituisce una prestazione patrimoniale che può essere introdotta solo dalla legge statale (art. 23 Cost.) e non da un atto autonomo dell'ente. È stato inoltre confermato il diritto del pensionato alla restituzione delle somme trattenute, con l'applicazione della prescrizione ordinaria decennale e non di quella quinquennale.
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