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Art. 23 Costituzione

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Contributo di solidarietà pensione: illegittimo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente previdenziale contro la sentenza che aveva giudicato illegittimo il contributo di solidarietà pensione applicato sulla pensione di un professionista. La Corte ha ribadito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, richiede una specifica base legale che non può essere sostituita da una delibera autonoma della cassa. È stata inoltre confermata la prescrizione decennale per la richiesta di restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Rimborso accise energia: la Cassazione chiarisce
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha stabilito che il consumatore finale ha diritto al termine di prescrizione ordinario di dieci anni, e non a quello di decadenza di due, per richiedere il rimborso accise energia indebitamente pagate. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva dichiarato inammissibile il ricorso di una società, chiarendo che il termine biennale si applica solo al rapporto tra fornitore e Amministrazione finanziaria, garantendo così una tutela più efficace al consumatore.
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Rimborso accise energia: il termine per la richiesta
Una società ha richiesto il rimborso delle addizionali provinciali sull'energia elettrica per l'anno 2011. La Corte di Giustizia Tributaria aveva dichiarato la richiesta inammissibile per superamento del termine di decadenza biennale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato tale decisione, stabilendo un principio fondamentale per il rimborso accise energia: il consumatore finale che agisce direttamente contro l'amministrazione finanziaria non è soggetto al termine di decadenza di due anni, ma al termine di prescrizione ordinario di dieci anni, data la natura civilistica dell'azione per indebito oggettivo.
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Società di comodo: Cassazione su IVA e sanzioni
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della società di comodo, stabilendo un'importante distinzione tra imposte dirette e IVA. La Corte ha confermato la legittimità dell'accertamento per IRES e IRAP, ritenendo non sufficientemente provata l'impossibilità oggettiva di produrre reddito. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo all'IVA, affermando che la normativa nazionale che nega la detrazione è in contrasto con il diritto dell'Unione Europea e va disapplicata. Infine, ha ordinato la rideterminazione delle sanzioni in base al principio del favor rei.
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Oneri non apparenti: la conoscenza esclude la garanzia
Una coppia di acquirenti scopre una condotta fognaria sul terreno comprato da un Comune e ne chiede la rimozione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la garanzia per oneri non apparenti non opera se l'acquirente era, o poteva essere, a conoscenza del vizio. In questo caso, la presenza di un pozzetto di ispezione è stata considerata prova sufficiente della conoscibilità, escludendo il diritto a risarcimento o riduzione del prezzo.
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Incompatibilità avvocati: il periodo di fermo
Un avvocato, dopo due mandati consecutivi nel Consiglio dell'Ordine, di cui il secondo di durata prorogata, si è ricandidato dopo aver saltato un solo turno elettorale, la cui durata era però inferiore a quella del suo ultimo mandato. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno confermato la sua ineleggibilità, chiarendo il principio sull'incompatibilità avvocati: il periodo di 'raffreddamento' necessario prima di una nuova candidatura deve essere pari alla durata effettiva dell'ultimo mandato espletato, non alla durata nominale del mandato saltato. La Corte ha inoltre ribadito il carattere vincolante del principio di diritto per il giudice del rinvio.
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Contributo solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La Corte ha stabilito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno della Cassa, in rispetto del principio costituzionale della riserva di legge. Inoltre, è stato confermato che il diritto del pensionato a richiedere la restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato (art. 23 Cost.) e non da un regolamento interno dell'ente. Di conseguenza, il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà pensioni: quando è illegittimo
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha stabilito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato, in virtù del principio costituzionale della riserva di legge. Di conseguenza, le delibere interne della cassa non hanno il potere di imporre tale trattenuta. È stato inoltre confermato il diritto dei pensionati alla restituzione delle somme indebitamente prelevate, con un termine di prescrizione di dieci anni.
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Visto infedele: competenza territoriale dell’Agenzia
Un professionista è stato ritenuto responsabile per un visto infedele su una dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che la competenza territoriale per l'irrogazione spetta alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio del professionista, e non a quella del contribuente. L'atto emesso da un ufficio incompetente è stato dichiarato nullo.
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Visto infedele: nullità degli atti per incompetenza
Un professionista, sanzionato per un visto infedele su una dichiarazione fiscale, ha impugnato le cartelle di pagamento sostenendo l'incompetenza territoriale dell'ufficio che le aveva emesse. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: la competenza a irrogare la sanzione spetta esclusivamente alla Direzione Regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio fiscale del professionista (il 'trasgressore'), non a quella del contribuente. Di conseguenza, gli atti emessi dall'ufficio incompetente sono stati dichiarati nulli, annullando la pretesa fiscale.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa di previdenza professionale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che l'introduzione di prelievi patrimoniali è coperta da riserva di legge (art. 23 Cost.) e non rientra nell'autonomia regolamentare degli enti previdenziali privatizzati. Viene inoltre confermata la prescrizione decennale per l'azione di restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Visto infedele: competenza territoriale dell’Ufficio
Un professionista ha contestato un avviso di pagamento ricevuto per l'apposizione di un visto di conformità infedele. La Corte di Cassazione ha stabilito che la competenza territoriale per l'irrogazione delle sanzioni spetta alla direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate del domicilio del professionista, non di quello del contribuente. Di conseguenza, l'atto emesso dall'ufficio locale incompetente è stato annullato.
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Visto di conformità: l’ufficio competente per le sanzioni
Un professionista ha ricevuto una cartella di pagamento per un visto di conformità ritenuto infedele. Ha contestato l'atto, sostenendo l'incompetenza dell'ufficio locale delle Entrate. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per tali sanzioni la competenza è esclusiva della direzione regionale del domicilio del professionista, non di quella del contribuente. L'atto emesso dall'ufficio incompetente è stato quindi dichiarato illegittimo.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da un ente previdenziale privato sulla pensione di un iscritto. L'ordinanza stabilisce che una tale trattenuta, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, richiede una base legale specifica che non può essere sostituita da un regolamento interno della Cassa. Viene inoltre ribadito che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
Una Cassa di previdenza professionale ha trattenuto somme dalla pensione di un iscritto a titolo di "contributo di solidarietà". La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso della Cassa inammissibile, confermando che tale prelievo è illegittimo se non previsto da una specifica norma di legge, in virtù del principio costituzionale della riserva di legge. La Corte ha inoltre ribadito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un fondo pensione per professionisti contro la sentenza che riteneva illegittimo il contributo di solidarietà applicato sulla pensione di reversibilità di una vedova. La Corte ha ribadito che l'introduzione di tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale imposta, necessita di una specifica legge e non può essere deliberata autonomamente dall'ente previdenziale. È stata inoltre confermata la prescrizione decennale per l'azione di rimborso.
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Rimborso credito d’imposta: onere della prova
Una società finanziaria ha richiesto il rimborso di un credito d'imposta IRPEG, acquisito da un'altra azienda. Di fronte al silenzio dell'Amministrazione Finanziaria, la società ha avviato un contenzioso. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni precedenti, ha stabilito che l'Amministrazione può contestare la legittimità di un credito anche dopo la scadenza dei termini di accertamento. Il principio chiave è che l'onere della prova per un rimborso credito d'imposta spetta sempre al contribuente, che deve dimostrare i fatti costitutivi del proprio diritto, non essendo sufficiente la sola indicazione in dichiarazione.
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Tariffa controlli sanitari: obblighi per distributori
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tariffa per controlli sanitari su alimenti e mangimi si applica a tutte le imprese della filiera agroalimentare, incluse quelle che svolgono esclusivamente attività di commercializzazione e distribuzione. La Corte ha chiarito che la normativa europea e nazionale intende coprire l'intera catena, dalla produzione al consumo, per garantire la sicurezza. Pertanto, anche le società che non producono ma si limitano a stoccare e vendere prodotti alimentari sono tenute al pagamento della tariffa annuale, calcolata su base forfettaria.
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Tariffa controlli sanitari: obbligo anche per grossisti
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tariffa per i controlli sanitari su alimenti e mangimi è dovuta anche dalle imprese che svolgono esclusivamente attività di commercializzazione all'ingrosso. La Corte ha chiarito che la normativa europea e nazionale si applica a tutta la filiera alimentare, inclusa la distribuzione. Pertanto, anche i grossisti rientrano nel novero dei soggetti tenuti al pagamento della tariffa, respingendo così il ricorso di numerose aziende del settore.
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