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Art. 23 Codice della Strada — Sezione Sesta Civile

Altri anni per Art. 23 Codice della Strada

Affissione Abusiva: Quando la prova della responsabilità è inattaccabile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'Azienda che contestava le sanzioni per affissione abusiva di manifesti. L'Azienda aveva ricevuto ordinanze ingiunzioni dalla Prefettura per aver violato il Codice della Strada, affiggendo pubblicità senza autorizzazione. Il Tribunale aveva già respinto l'opposizione dell'Azienda. In Cassazione, l'Azienda lamentava la mancanza di prove sulla sua responsabilità e l'inammissibilità delle prove prodotte tardivamente dall'Amministrazione Comunale. La Suprema Corte ha confermato che l'accertamento della responsabilità è una questione di fatto, non sindacabile in Cassazione, e che gli atti di accertamento possono essere prodotti anche con costituzione tardiva dell'Amministrazione. L'Azienda è stata condannata a pagare le spese legali.
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Installazione cartelli pubblicitari: accordo comunale e sanzioni
Un imprenditore ha impugnato ventidue verbali per violazione del Codice della Strada, ricevuti per l'installazione cartelli pubblicitari senza la necessaria autorizzazione paesaggistica ed edilizia. L'imprenditore sosteneva che l'autorizzazione fosse implicita nella convenzione con il Comune e di aver agito in buona fede (legittimo affidamento). La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la convenzione con l'ente pubblico imponeva espressamente alla ditta l'obbligo di ottenere i permessi regionali prima del montaggio. Di conseguenza, non si può invocare la buona fede o l'errore scusabile se si violano patti contrattuali chiari. L'imprenditore perde la causa e deve pagare le spese processuali.
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Polizia Municipale: multe valide su strade statali
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un Comune contro l'annullamento di una sanzione amministrativa per l'installazione abusiva di un cartellone pubblicitario. Il Tribunale aveva ritenuto che la Polizia Municipale non avesse il potere di accertare l'infrazione poiché la strada era di proprietà statale. La Suprema Corte ha invece stabilito che la Polizia Municipale ha piena competenza per accertare violazioni del Codice della Strada su tutto il territorio comunale, indipendentemente dalla proprietà della strada. Inoltre, ha chiarito che il giudice non può rilevare d'ufficio un'eventuale incompetenza relativa dell'organo accertatore se questa non è stata espressamente contestata dalla parte nel ricorso iniziale.
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