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Art. 229 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 229 Codice Civile

Licenziamento giusta causa: merce in borsa è grave
La Corte di Cassazione conferma il licenziamento per giusta causa di una dipendente di un supermercato che aveva nascosto merce per un valore di circa 20 euro nella propria borsa personale. Anche se la lavoratrice ha pagato la merce dopo essere stata scoperta, i giudici hanno ritenuto che la sua condotta avesse irrimediabilmente compromesso il rapporto di fiducia con il datore di lavoro. La Suprema Corte ha chiarito che, ai fini disciplinari, l'intenzione di sottrarre i beni è sufficiente a giustificare il licenziamento, rendendo irrilevante sia la mancata consumazione del reato, sia il pagamento successivo.
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Licenziamento giusta causa: i limiti della contestazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un'azienda, confermando l'illegittimità di un licenziamento per giusta causa. La decisione ribadisce un principio fondamentale: il licenziamento può basarsi solo sui fatti specificamente elencati nella lettera di contestazione disciplinare, senza possibilità per il datore di lavoro di estendere successivamente le accuse a comportamenti più gravi come l'insubordinazione o la lesione del vincolo fiduciario se non originariamente contestati.
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