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Art. 2285 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2285 Codice Civile

Recesso del Socio non Registrato: La Responsabilità Fiscale Permane
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un ex socio di una società in nome collettivo, al quale l'Amministrazione Finanziaria aveva contestato un maggiore reddito da partecipazione ai fini Irpef per l'anno 2011. Il Contribuente sosteneva di aver receduto dalla società nel 2009. La Commissione Tributaria Regionale aveva annullato l'accertamento. La Cassazione ha però stabilito che il recesso di un socio, per essere opponibile a terzi come l'Amministrazione Finanziaria, deve essere iscritto nel Registro delle Imprese. In assenza di tale pubblicità, la responsabilità fiscale socio receduto persiste per le obbligazioni sorte prima della conoscenza del recesso da parte del terzo. La sentenza della CTR è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Recesso del Socio per Giusta Causa: La Tolleranza non Preclude il Diritto
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una società in nome collettivo dove una socia, 'La Socia Amministratrice', non partecipava attivamente alla gestione, lasciando tutto all'altra, 'La Socia Recedente'. Quest'ultima, dopo anni di tolleranza e senza preavvisi formali, ha esercitato il suo diritto di **recesso del socio per giusta causa**. Le socie inadempienti hanno contestato il recesso, sostenendo la violazione del principio di buona fede per la mancata contestazione preventiva. La Cassazione ha confermato che la tolleranza e l'assenza di una messa in mora non impediscono il recesso per giusta causa, poiché il diritto è potestativo e non richiede sollecitazioni formali all'altro socio inadempiente. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Responsabilità professionale dell’avvocato e parcella
Un legale ha richiesto il compenso per l'assistenza prestata in una vertenza tra due sorelle socie. La cliente si è opposta al pagamento invocando la responsabilità professionale dell'avvocato, accusato di aver consigliato un recesso societario irregolare privo di giusta causa. La controversia si era tuttavia conclusa con un accordo economico favorevole tra le parti mediante comportamenti concludenti, senza alcun danno subito dalla cliente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della socia, confermando che il cliente non può rifiutarsi di pagare l'onorario del legale quando la presunta negligenza non ha compromesso il risultato utile prefissato né ha provocato un concreto danno patrimoniale.
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Cessione di quote sociali: paga il socio o la società?
Un socio uscente ha trasferito la propria quota di una società di persone agli altri soci tramite un atto notarile di cessione di quote sociali. Uno dei soci acquirenti non ha pagato l'intero prezzo pattuito, sostenendo che si trattasse di un recesso e che il pagamento spettasse alla società. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del socio acquirente, confermando che l'obbligo di pagamento del prezzo grava esclusivamente sul socio acquirente (cessionario) e non sulla società. La cessione di quote sociali è un contratto privato tra soci, nettamente distinto dal recesso, in cui è invece la società a liquidare la quota. Il socio acquirente deve quindi pagare il saldo residuo.
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