La Corte di Cassazione ha analizzato i presupposti per l'esenzione imposta di donazione nel passaggio generazionale di quote di una società semplice. Il caso nasce dal recupero d'imposta operato dall'Agenzia delle Entrate, che aveva negato l'agevolazione e chiamato in causa anche il notaio rogante. La Suprema Corte ha stabilito che il notaio non è responsabile in solido per l'imposta complementare derivante dal disconoscimento di un'agevolazione. Inoltre, ha chiarito che l'esenzione per il trasferimento di quote ai discendenti si applica anche alla nuda proprietà di quote di società di persone. In tale contesto, l'obbligo di proseguire l'attività per cinque anni grava sul nudo proprietario, che mantiene la qualità di socio, garantendo così la continuità aziendale senza oneri fiscali eccessivi.
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