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Art. 2236 Codice Civile — Anno 2026

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Altri anni per Art. 2236 Codice Civile

Responsabilità commercialista: l’obbligo di informare
Un cliente ha citato in giudizio il proprio commercialista per aver omesso la dichiarazione di uno yacht nel quadro RW, causando sanzioni fiscali. I tribunali di merito avevano respinto la richiesta. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che la responsabilità commercialista comprende un ampio dovere di informare il cliente su rischi e opzioni, non limitandosi alla mera esecuzione tecnica. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Risoluzione contratto appalto: prova dei vizi e oneri
Una recente sentenza della Cassazione chiarisce i criteri per la risoluzione contratto appalto per gravi vizi. Il caso riguardava lavori di isolamento difettosi. La Corte ha confermato la risoluzione del contratto a sfavore dell'appaltatore, basandosi sulle prove testimoniali e sulla mancata comparizione della parte, ritenendo non necessaria una consulenza tecnica d'ufficio (CTU) data la rimozione dell'opera viziata. La decisione sottolinea l'ampio potere del giudice di merito nella valutazione delle prove.
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Ricorso inammissibile: prova non decisiva e sanzione
Una società ha citato in giudizio un professionista per danni relativi a un progetto fotovoltaico fallito. Dopo aver perso in primo e secondo grado, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che il diniego di una prova testimoniale non è sindacabile se la prova stessa non è dimostrata come decisiva per l'esito della causa. La parte ricorrente è stata inoltre sanzionata per abuso del processo.
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Responsabilità professionale: il ruolo del delegato
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per responsabilità professionale a carico di un tecnico incaricato come "committente delegato" per vizi in un'opera di ristrutturazione. Il ricorso del professionista è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, tra cui la mancata autosufficienza e il tentativo di contestare valutazioni di fatto riservate ai giudici di merito. La Corte ha ribadito che, al di là del nome, contano le funzioni effettivamente svolte, che in questo caso erano assimilabili a quelle di un direttore dei lavori.
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Compenso avvocato: come si calcola il valore causa
Un avvocato ha impugnato la liquidazione del suo compenso professionale in diverse cause connesse a una liquidazione giudiziale, ritenendola inadeguata. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la decisione del tribunale. L'ordinanza chiarisce i criteri per la determinazione del valore effettivo della controversia, l'applicazione delle tariffe forensi nel tempo e l'onere della prova a carico del professionista per ottenere aumenti del compenso avvocato.
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Responsabilità attestatore: quando il credito è escluso
La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusione del credito di un professionista attestatore dal passivo di un fallimento. La decisione si fonda sulla grave negligenza del professionista, che non ha verificato in modo approfondito i dati aziendali, omettendo di rilevare anomalie e atti di frode che hanno poi portato alla revoca del concordato preventivo. La sentenza sottolinea che la responsabilità attestatore non si limita a una verifica formale, ma impone un'analisi sostanziale e critica a tutela dei creditori.
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Responsabilità professionale avvocato: no onorario
La Corte di Cassazione ha negato il compenso a un legale per inadempimento, evidenziando la sua responsabilità professionale avvocato. La strategia adottata, sebbene formalmente corretta, è stata giudicata concretamente inutile e non ha tutelato gli interessi del cliente, una società in grave crisi. Il dovere del professionista non si limita al compimento di atti procedurali, ma include una valutazione sostanziale sull'utilità e fattibilità delle azioni intraprese per il cliente.
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Responsabilità professionale avvocato: il caso
La Corte di Cassazione conferma il rigetto della richiesta di compenso di un avvocato per l'assistenza a un'impresa in crisi. La Corte ha stabilito che la responsabilità professionale dell'avvocato impone di fornire prestazioni utili. Proporre una soluzione di risanamento palesemente impraticabile fin dall'inizio, data la condizione dell'impresa, costituisce un inadempimento contrattuale che non dà diritto al pagamento.
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Responsabilità direttore lavori: il giudicato interno
La Corte di Cassazione interviene su un caso di infiltrazioni in un condominio, delineando la responsabilità del direttore lavori. La sentenza chiarisce la distinzione tra il ruolo di progettista e quello di direttore, affermando il principio del giudicato interno: se la responsabilità come progettista è esclusa in primo grado e nessuno impugna, la Corte d'Appello non può riesaminarla. Viene inoltre censurata la motivazione apparente sulla liquidazione dei danni, sottolineando l'obbligo del giudice di rispondere puntualmente alle critiche sollevate.
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Responsabilità avvocato: quando l’errore è del giudice
Un cliente ha citato in giudizio i propri avvocati per aver perso una causa. La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità dell'avvocato non sussiste se, nonostante una sua omissione, la causa sarebbe stata persa comunque a causa di un errore del giudice. In questo caso, viene a mancare il nesso causale tra la condotta del legale e il danno subito dal cliente. Il giudice che valuta la responsabilità professionale deve quindi poter riesaminare l'esito della causa originaria per determinare la vera causa della soccombenza.
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