LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2226 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 2226 Codice Civile

Responsabilità appaltatore: novità dalla Cassazione
La Corte di Cassazione interviene sulla responsabilità appaltatore per gravi vizi costruttivi. La sentenza chiarisce due punti fondamentali: il concorso di colpa del committente deve essere valutato d'ufficio dal giudice se i fatti emergono dagli atti; la responsabilità dell'appaltatore (extracontrattuale) può coesistere in via solidale con quella (contrattuale) dei professionisti come progettista e direttore lavori, i quali non beneficiano dei brevi termini di decadenza previsti dall'art. 1669 c.c. Il caso riguardava fessurazioni causate da infiltrazioni d'acqua.
Continua »
Responsabilità del riparatore: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di una società di riparazione al risarcimento dei danni per un intervento inefficace su un motore di un gommone. La sentenza chiarisce i limiti della responsabilità del riparatore, distinta da quella del venditore per vizi di fabbricazione, e sottolinea l'importanza di definire correttamente l'oggetto dell'impugnazione in appello. Il ricorso della società è stato rigettato perché l'appello era stato rivolto solo contro l'acquirente e non contro il venditore, limitando così l'esame alla sola questione del risarcimento per la cattiva riparazione.
Continua »
Responsabilità professionale e obbligo di informare
Un servizio di lavanderia è stato ritenuto responsabile per il restringimento di antichi tendaggi, non per un errore tecnico di lavaggio, ma per aver violato la propria responsabilità professionale omettendo di informare il cliente dei rischi connessi. La Cassazione ha confermato che il professionista ha il dovere di valutare e comunicare i pericoli, anche in presenza di difetti preesistenti del bene. Tuttavia, la richiesta di risarcimento del cliente è stata respinta per mancata prova del danno specifico.
Continua »
Compenso professionista: spetta anche dopo il recesso
La Corte di Cassazione conferma il diritto di un professionista a ricevere il compenso per le attività svolte fino al momento del suo recesso dall'incarico. La sentenza chiarisce che il compenso professionista pattuito per chiudere le pendenze passate è dovuto, e spetta al cliente dimostrare tempestivamente in giudizio l'eventuale inadempimento del professionista per paralizzare la richiesta di pagamento.
Continua »
Obbligazione di facere: la promessa del venditore
La Corte di Cassazione chiarisce che quando un venditore riconosce i vizi di un bene e si impegna a eliminarli, sorge una nuova e autonoma obbligazione di facere. Questa non è soggetta ai brevi termini della garanzia per vizi, ma alla disciplina ordinaria. Di conseguenza, in caso di contestazione, spetta al venditore (debitore) provare di aver eseguito le riparazioni a regola d'arte, e non all'acquirente (creditore) dimostrare l'inesatto adempimento. La Corte ha applicato questo principio in un caso relativo a difetti di una lussuosa imbarcazione.
Continua »
Responsabilità appaltatore progettista: la Cassazione
Un condominio cita in giudizio l'impresa costruttrice per gravi vizi dell'immobile. L'impresa, a sua volta, chiama in causa il progettista e direttore dei lavori chiedendo di essere manlevata. La Cassazione chiarisce la distinzione tra la responsabilità dell'appaltatore verso il committente (ex art. 1669 c.c.) e quella, di natura contrattuale, nei confronti del progettista. La Suprema Corte rigetta i ricorsi, confermando la ripartizione della responsabilità e la condanna in solido, e spiegando perché i termini di decadenza e prescrizione dell'art. 1669 c.c. non si applicano al rapporto interno tra costruttore e professionista.
Continua »
Interruzione prescrizione: denuncia vizi non basta
La Corte di Cassazione chiarisce che la semplice denuncia dei vizi non è sufficiente per l'interruzione prescrizione. È necessario un atto formale di messa in mora che manifesti la volontà di far valere il proprio diritto. La Suprema Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente attribuito efficacia interruttiva a semplici comunicazioni, senza inoltre valutare l'eccezione di mancata ricezione di una lettera decisiva. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame.
Continua »
Responsabilità professionale avvocato: ricorso inammissibile
Una società cita in giudizio il proprio legale per responsabilità professionale avvocato, accusandolo di negligenza nella gestione di un recupero crediti basato su una fideiussione invalida. I tribunali di primo e secondo grado condannano il professionista. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, dichiara inammissibile il ricorso del legale, confermando la sua negligenza e sottolineando i rigidi requisiti formali per l'impugnazione.
Continua »
Responsabilità direttore lavori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un direttore dei lavori per gravi vizi in un'opera di ristrutturazione. L'ordinanza chiarisce che la responsabilità del direttore lavori, in quanto prestazione d'opera intellettuale, è soggetta alla prescrizione ordinaria decennale e non ai brevi termini di decadenza e prescrizione previsti per l'appalto. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli procedurali sulla nullità degli atti e sulla prova della qualità di eredi dei committenti originari, e ha confermato il diniego della manleva assicurativa a causa di specifiche clausole di esclusione.
Continua »
Responsabilità civile appaltatore: chi paga i danni?
Un proprietario subisce danni da infiltrazioni a causa di lavori di ristrutturazione del tetto mal eseguiti. Il caso arriva in Cassazione, che chiarisce i limiti della responsabilità civile dell'appaltatore e della relativa copertura assicurativa. La Corte stabilisce che la polizza deve coprire i costi per l'eliminazione dei difetti se liquidati come risarcimento del danno e si pronuncia sul complesso tema della ripartizione delle spese legali tra le numerose parti coinvolte.
Continua »
Responsabilità direttore lavori: i limiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata sui limiti della responsabilità del direttore dei lavori in un complesso caso di vizi edilizi. La sentenza chiarisce che il professionista non risponde automaticamente di ogni difetto, ma solo per le violazioni del suo specifico dovere di vigilanza. Il caso riguardava la costruzione di una villa, dove il committente aveva citato in giudizio l'architetto e diverse imprese per gravi difetti. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva esteso la condanna dell'architetto oltre i motivi del suo ricorso, violando il divieto di 'reformatio in peius', e che gli aveva attribuito una responsabilità generica per tutti i vizi, senza distinguere tra errori esecutivi delle imprese e reali carenze di supervisione.
Continua »