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Art. 2191 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 2191 Codice Civile

Fallimento Start-up Innovativa: La Cassazione Chiarisce i Limiti dell’Esenzione
La Corte di Cassazione ha chiarito i limiti dell'esenzione dal fallimento per le start-up innovative. Un'azienda era stata dichiarata fallita, ma la Corte d'Appello aveva revocato il fallimento sostenendo che l'iscrizione nel Registro delle Imprese come start-up innovativa, basata su autocertificazione, precludesse ulteriori verifiche. La Cassazione ha invece stabilito che l'iscrizione è necessaria ma non sufficiente. Il giudice può e deve verificare l'effettivo possesso dei requisiti sostanziali per la qualifica di start-up innovativa, superando la "presunzione di veridicità" dell'autocertificazione in sede giudiziale. Questo assicura che solo le aziende che soddisfano realmente i criteri beneficino dell'esenzione dal fallimento.
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Dichiarazione di fallimento: la finta cancellazione non salva
Una società si cancella dal registro delle imprese nel 2009, ma nel 2014 il Giudice del registro annulla la cancellazione perché fittizia. Nel 2019 viene pronunciata la dichiarazione di fallimento su richiesta di un creditore. L'ex liquidatore si oppone, sostenendo che fosse scaduto il termine di un anno dalla cancellazione originaria. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'ex liquidatore. I giudici chiariscono che l'annullamento della cancellazione ha effetto retroattivo e fa presumere la continuazione dell'attività d'impresa. Inoltre, i rendiconti di un trust liquidatorio autonomo non possono dimostrare i requisiti di non fallibilità della società, e lo stato di insolvenza è confermato dall'insufficienza del patrimonio a pagare i debiti.
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Trasferimento sede all’estero: quando è fittizio?
Una società, dopo aver ceduto i propri beni, ha effettuato un trasferimento della sede all'estero, venendo cancellata dal registro imprese italiano. Successivamente è stata dichiarata fallita in Italia. La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi degli ex amministratori, confermando che il trasferimento era fittizio. Di conseguenza, la giurisdizione per dichiarare il fallimento rimane in Italia e non si applica il termine di un anno dalla cancellazione, poiché la società non ha mai realmente cessato la sua attività o spostato il suo centro decisionale.
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Transazione con socio occulto: non si estende al socio
La Corte di Cassazione stabilisce che una transazione con un socio occulto non può essere estesa per estinguere il debito di un altro socio, se il creditore non era a conoscenza dell'esistenza della società di fatto e della conseguente obbligazione solidale al momento dell'accordo. La conoscenza della pluralità di debitori è un requisito fondamentale per l'applicazione dell'art. 1304 c.c., a tutela della buona fede contrattuale.
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Cancellazione società: effetti e riattivazione
Una cooperativa, precedentemente cancellata dal registro delle imprese, si è vista negare un rimborso da un ente previdenziale. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, stabilendo che il giudice deve valutare l'effetto retroattivo della revoca della cancellazione società, un fatto decisivo che presume la continuità operativa e la titolarità dei diritti pregressi.
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