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Art. 2191 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 2191 Codice Civile

Restituzione beni: priorità al fallimento riaperto
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di revoca di una confisca, la restituzione beni di una società deve avvenire in favore della procedura fallimentare, qualora questa sia stata riaperta. La decisione del giudice civile sulla riapertura del fallimento costituisce un fatto nuovo che il giudice dell'esecuzione penale non può sindacare. La priorità è soddisfare i creditori; solo l'eventuale residuo spetterà al socio. La Corte ha quindi respinto il ricorso del socio unico che rivendicava il diritto diretto alla restituzione.
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Simulazione cessione d’azienda: licenziamento nullo
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un licenziamento per ritorsione, avvenuto nel contesto di una simulazione cessione d'azienda. I giudici hanno identificato un'operazione fraudolenta, con la creazione di una nuova società e la successiva cancellazione di quella originaria, finalizzata unicamente a eludere i diritti del lavoratore. È stato riconosciuto un 'unico centro di imputazione' del rapporto di lavoro, che ha reso l'operazione societaria un mero schermo giuridico e il licenziamento un atto illegittimo perché basato su un motivo illecito determinante.
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Licenziamento ritorsivo: la Cassazione e la simulazione
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un licenziamento ritorsivo, avvenuto a seguito di una cessione d'azienda risultata simulata. La Corte ha identificato un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro, superando lo schermo societario creato ad arte per eludere i diritti del lavoratore. La sentenza stabilisce che la creazione di una nuova società e il trasferimento fittizio dell'azienda, finalizzati unicamente a licenziare un dipendente scomodo, costituiscono un'operazione illecita, con conseguente reintegrazione del lavoratore e risarcimento del danno.
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Cancellazione società: illegittimo l’avviso fiscale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 993/2024, ha annullato senza rinvio un avviso di accertamento notificato a una società già estinta. Il caso verteva sulla legittimità di un atto impositivo emesso nei confronti di una S.r.l. dopo la sua cancellazione dal registro delle imprese, avvenuta prima dell'entrata in vigore della normativa che estende il potere impositivo per cinque anni. La Corte ha ribadito che la cancellazione società ha un effetto estintivo immediato e che la nuova legge non è retroattiva. Pertanto, la notifica a un soggetto giuridicamente inesistente è radicalmente nulla.
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Transazione con socio occulto: non si estende al socio
La Corte di Cassazione stabilisce che una transazione con un socio occulto non può essere estesa per estinguere il debito di un altro socio, se il creditore non era a conoscenza dell'esistenza della società di fatto e della conseguente obbligazione solidale al momento dell'accordo. La conoscenza della pluralità di debitori è un requisito fondamentale per l'applicazione dell'art. 1304 c.c., a tutela della buona fede contrattuale.
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