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Art. 2191 Codice Civile — Sezione Lavoro Civile

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Sgravi contributivi: la Cassazione nega i benefici per continuità aziendale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda (CFC srl) che chiedeva sgravi contributivi per lavoratori già assunti da una precedente ditta individuale (Marcello Zani). L'azienda non ha dimostrato la "novità" delle assunzioni e l'assenza di continuità aziendale tra le due entità. L'INPS aveva contestato il diritto agli sgravi, sostenendo che non vi fosse un reale incremento occupazionale. La Cassazione ha confermato che l'onere della prova ricadeva sull'azienda, la quale non ha fornito motivazioni adeguate basate su dati fattuali. Di conseguenza, l'azienda ha perso il diritto agli sgravi contributivi.
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Simulazione cessione d’azienda: licenziamento nullo
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un licenziamento per ritorsione, avvenuto nel contesto di una simulazione cessione d'azienda. I giudici hanno identificato un'operazione fraudolenta, con la creazione di una nuova società e la successiva cancellazione di quella originaria, finalizzata unicamente a eludere i diritti del lavoratore. È stato riconosciuto un 'unico centro di imputazione' del rapporto di lavoro, che ha reso l'operazione societaria un mero schermo giuridico e il licenziamento un atto illegittimo perché basato su un motivo illecito determinante.
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Licenziamento ritorsivo: la Cassazione e la simulazione
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un licenziamento ritorsivo, avvenuto a seguito di una cessione d'azienda risultata simulata. La Corte ha identificato un unico centro di imputazione del rapporto di lavoro, superando lo schermo societario creato ad arte per eludere i diritti del lavoratore. La sentenza stabilisce che la creazione di una nuova società e il trasferimento fittizio dell'azienda, finalizzati unicamente a licenziare un dipendente scomodo, costituiscono un'operazione illecita, con conseguente reintegrazione del lavoratore e risarcimento del danno.
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