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Art. 2118 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 2118 Codice Civile

Recesso illegittimo locazione commerciale: Canoni dovuti o solo danni?
Un'azienda ha risolto anticipatamente un contratto di locazione commerciale senza i gravi motivi richiesti dalla legge. Il proprietario ha chiesto il pagamento dei canoni fino alla scadenza naturale. La Corte di Cassazione ha confermato che il recesso illegittimo locazione commerciale non scioglie automaticamente il contratto. Il locatore ha diritto all'adempimento (pagamento dei canoni), non solo al risarcimento del danno. La sentenza rigetta il ricorso del conduttore, condannandolo alle spese processuali.
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Responsabilità sindacato: nesso causale è cruciale
Un lavoratore ha citato in giudizio un sindacato per aver impugnato tardivamente il suo licenziamento. La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento, stabilendo un principio fondamentale: la responsabilità del sindacato sorge solo se si dimostra il nesso causale tra il suo errore e il danno subito. Poiché il licenziamento era comunque legittimo per chiusura dell'attività, un'impugnazione tempestiva non avrebbe cambiato l'esito. Pertanto, nessun danno è stato causato dall'inadempimento del sindacato.
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Cessione di credito: chi ha diritto al risarcimento?
Un soggetto cede a un terzo il proprio diritto a ricevere un immobile. Quando la controparte non adempie, chi può chiedere il risarcimento? La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1790/2025, chiarisce la distinzione tra cessione di credito e cessione del contratto. Con la cessione di credito, il diritto a pretendere la prestazione e a chiedere i danni per il suo mancato ottenimento passa al nuovo creditore (cessionario). Il creditore originario (cedente) perde la legittimazione a chiedere tali danni, pur rimanendo parte del contratto originario.
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Eccezione di inadempimento: quando è legittima?
In una disputa su fatture non pagate, un'azienda committente si era rifiutata di pagare il fornitore per il timore che quest'ultimo non pagasse i propri sub-appaltatori. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'eccezione di inadempimento è illegittima se basata su una mera preoccupazione per un evento futuro e potenziale. Per rifiutare la propria prestazione, è necessario che la controparte sia già incorsa in un inadempimento attuale e concreto, non solo temuto.
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