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Art. 2087 Codice Civile — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 2087 Codice Civile

Sicurezza sul lavoro COVID: assolto il datore di lavoro
La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione di un datore di lavoro del settore della grande distribuzione, accusato di violazioni in materia di sicurezza per non aver adottato misure come barriere adeguate e DPI specifici (FFP2) durante la pandemia. La Corte ha stabilito che la normativa emergenziale e i relativi protocolli costituivano un regime derogatorio rispetto alle norme ordinarie. Di conseguenza, l'adempimento delle prescrizioni contenute nei protocolli era sufficiente a esonerare il datore di lavoro da responsabilità penale per la gestione del rischio da contagio, definendo un nuovo e specifico standard di diligenza per la sicurezza sul lavoro COVID.
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Datore di Lavoro di Fatto: Quando Scatta la Responsabilità
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per violazioni sulla sicurezza sul lavoro nei confronti di una persona ritenuta erroneamente 'datore di lavoro di fatto'. La sentenza stabilisce che per attribuire tale qualifica non basta la presenza in azienda durante un'ispezione o la disponibilità di documenti, ma è necessaria la prova dell'effettivo esercizio di poteri decisionali, gestionali e di spesa. Viene invece confermata la responsabilità del rappresentante legale formale, la cui posizione di garanzia non viene meno.
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Prescrizione omicidio colposo: quando si raddoppia?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso straordinario presentato da due dirigenti comunali condannati per omicidio colposo a seguito di un incidente stradale. Gli imputati sostenevano l'avvenuta prescrizione del reato, ma la Corte ha chiarito che per la prescrizione dell'omicidio colposo aggravato dalla violazione delle norme sulla circolazione stradale, i termini sono raddoppiati. La Corte ha quindi confermato che il reato non era prescritto, respingendo l'istanza per errore di diritto e non di fatto.
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