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Art. 2087 Codice Civile — Anno 2025

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Altri anni per Art. 2087 Codice Civile

Mobbing lavorativo: quando le condotte non bastano
Un dipendente bancario ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro a seguito di una fusione aziendale, lamentando un errato inquadramento, il mancato rimborso di spese e condotte di mobbing. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per configurare il mobbing lavorativo è indispensabile che il lavoratore fornisca la prova di un preciso intento persecutorio che unifichi le diverse azioni datoriali. Le singole condotte, anche se negative, non sono sufficienti se non inserite in un disegno vessatorio complessivo.
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Lavaggio DPI: l’obbligo è sempre del datore di lavoro
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22540/2025, ha stabilito che l'obbligo di provvedere al lavaggio dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) spetta interamente al datore di lavoro. Il caso riguardava un tecnico specialista che operava su impianti elettrici, il quale lamentava il mancato lavaggio da parte dell'azienda dei suoi indumenti protettivi. La Corte ha chiarito che il mantenimento dell'efficienza e delle condizioni igieniche dei DPI, come previsto dalla normativa sulla sicurezza, include necessariamente la loro pulizia, che non può essere delegata al lavoratore.
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Obbligo di lavaggio DPI: la Cassazione conferma
Una società di trasporti è stata condannata a risarcire un dipendente per i costi sostenuti per il lavaggio degli indumenti da lavoro. La Corte di Cassazione ha confermato che, anche per un magazziniere esposto a rischi in un ambiente promiscuo, tali indumenti si qualificano come Dispositivi di Protezione Individuale (DPI). La sentenza sottolinea l'obbligo di lavaggio a carico del datore di lavoro per garantire la manutenzione e l'efficienza dei DPI, proteggendo la salute del lavoratore.
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