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Art. 2070 Codice Civile — Anno 2022

Altri anni per Art. 2070 Codice Civile

Guardia Giurata vs. Contratto Agricolo: La Cassazione sull’Applicazione Contratto Collettivo
Il Lavoratore, una guardia giurata, ha chiesto il pagamento di differenze retributive per lavoro straordinario. Ha sostenuto che il suo rapporto di lavoro dovesse essere regolato da un Contratto Integrativo Provinciale per braccianti agricoli, che prevedeva un orario di lavoro inferiore a quello da lui effettivamente svolto. La Corte d'Appello aveva respinto la sua domanda, ritenendo che il Consorzio non avesse mai applicato tale contratto. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che l'Applicazione Contratto Collettivo di diritto comune richiede la volontà delle parti, espressa o implicita, e non basta il mero richiamo a tabelle salariali o l'applicazione parziale di alcune clausole. Il ricorso del Lavoratore è stato quindi rigettato, e lui è stato condannato alle spese.
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Attività giornalistica: la Cassazione distingue comunicazione aziendale
L'INPGI ha richiesto contributi previdenziali a Poste Italiane per dipendenti che svolgevano attività di "Media relations" e "uffici stampa", sostenendo che si trattasse di Attività giornalistica. La Corte d'Appello di Roma, e successivamente la Cassazione, hanno negato questa pretesa. I giudici hanno stabilito che le attività in questione non avevano natura giornalistica. Esse erano svolte nell'interesse dell'azienda, mancando la mediazione intellettuale tra fatto e notizia tipica del giornalismo. La Cassazione ha quindi rigettato il ricorso dell'INPGI, confermando che la comunicazione aziendale non rientra nell'ambito dell'attività giornalistica.
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Contratto integrativo aziendale valido anche dopo la disdetta
Un'azienda ha rifiutato di corrispondere la quota variabile del premio di partecipazione a un dipendente, sostenendo di essersi disiscritta dall'associazione datoriale e di non essere più vincolata dagli accordi territoriali. Il lavoratore ha agito per ottenere il pagamento delle somme spettanti. I giudici hanno accertato che il datore di lavoro ha continuato a erogare regolarmente tutte le altre voci retributive e premiali previste dal medesimo accordo. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna dell'impresa, stabilendo che la costante erogazione di gran parte degli emolumenti previsti configura una tacita adesione al contratto integrativo aziendale tramite comportamento concludente, rendendo illegittimo il mancato pagamento della componente variabile.
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Contratto integrativo aziendale valido anche dopo la disdetta
Un'azienda ha revocato l'iscrizione all'associazione datoriale e ha rifiutato di pagare la quota variabile del premio di risultato a un lavoratore. L'azienda sosteneva di non essere più vincolata dall'accordo collettivo territoriale. Tuttavia, la società continuava a versare altre voci economiche stabilite dal medesimo accordo. Il dipendente ha ottenuto un'ingiunzione di pagamento per i crediti maturati. La Corte di Cassazione ha confermato che l'azienda è pienamente obbligata al rispetto delle intese. L'erogazione costante e prolungata delle indennità previste integra un'adesione implicita. Di conseguenza, il contratto integrativo aziendale resta efficace e vincolante anche dopo il recesso dall'associazione sindacale di categoria.
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Guardia Giurata vs Consorzio: L’Applicazione Contratto Collettivo non è automatica
Un lavoratore, guardia giurata, ha chiesto differenze retributive per straordinari, invocando l'Applicazione Contratto Collettivo provinciale agricolo. Il Tribunale ha accolto la domanda, ma la Corte d'Appello l'ha respinta, ritenendo non provata l'adesione implicita del Consorzio al contratto. La Cassazione ha confermato, dichiarando inammissibile il ricorso per questioni procedurali (riguardava un contratto provinciale, non nazionale) e, nel merito, ribadendo l'assenza di elementi che dimostrassero l'Applicazione Contratto Collettivo agricolo da parte del Consorzio. Il lavoratore ha perso la causa e dovrà pagare le spese legali.
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Applicazione del contratto collettivo: tra vivaio e commercio
Una lavoratrice ha chiesto il pagamento di differenze retributive e straordinari per aver svolto mansioni di commessa in un vivaio, invocando l'applicazione del contratto collettivo del commercio in luogo di quello agricolo. La Corte d'Appello ha respinto la domanda per carenza di prove sulle mansioni effettive e sullo straordinario. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della lavoratrice, confermando che l'applicazione del contratto collettivo di diritto comune vincola solo i datori iscritti alle associazioni firmatarie o aderenti. Il lavoratore non può pretendere un contratto diverso se il datore non vi è obbligato, salvo l'uso parametrico per l'adeguatezza della retribuzione ex art. 36 Cost., qui non specificamente contestata. La lavoratrice perde la causa e deve pagare le spese di giudizio.
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Contratto collettivo aziendale: la disdetta non cancella i bonus
Un'azienda ha smesso di pagare la parte variabile del premio di partecipazione a un dipendente, sostenendo di non essere più vincolata dal contratto collettivo aziendale dopo essersi cancellata dall'associazione dei datori di lavoro. Il Lavoratore ha fatto ricorso. La Corte d'Appello ha dato ragione al dipendente, rilevando che l'azienda aveva comunque continuato ad applicare molte altre indennità previste dallo stesso accordo. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che l'applicazione costante e prolungata nel tempo di gran parte delle clausole di un accordo dimostra un recepimento implicito dello stesso. Pertanto, l'azienda non può sottrarsi ai pagamenti dovuti, anche se non è più iscritta all'associazione sindacale. L'azienda perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Contratto collettivo applicabile: azienda grande perde qualifica
Un lavoratore addetto alla manutenzione di impianti antincendio presso un ospedale pubblico ha chiesto l'applicazione del CCNL Metalmeccanici Industria in sostituzione di quello Artigiano, con il conseguente riconoscimento di una categoria superiore e delle relative differenze retributive. L'azienda si è opposta sostenendo di essere iscritta all'Albo delle imprese artigiane. La Corte d'Appello ha accolto la domanda del dipendente, rilevando che l'impresa superava ampiamente il limite dimensionale massimo di dipendenti per essere considerata artigiana, avendone ben 163. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che il giudice ordinario può verificare i requisiti reali dell'azienda e disapplicare l'iscrizione all'albo. Di conseguenza, il contratto collettivo applicabile deve essere quello dell'industria metalmeccanica, coerente con la natura dell'appalto pubblico e le dimensioni aziendali. L'azienda perde il ricorso e deve pagare le spese.
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Contratto collettivo aziendale: l’azienda disdice ma deve pagare
Un'azienda revocava l'applicazione di un contratto collettivo aziendale dopo essersi cancellata dall'associazione dei datori di lavoro, rifiutandosi di pagare la parte variabile di un premio di produzione a un dipendente. Il lavoratore ha fatto ricorso chiedendo il pagamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'azienda, stabilendo che l'applicazione costante e prolungata di quasi tutte le altre indennità previste dall'accordo dimostra un recepimento implicito dello stesso. Di conseguenza, l'azienda non può decidere unilateralmente di escludere solo una parte del trattamento economico. Vince il lavoratore, che ha diritto a ricevere le somme arretrate, mentre l'azienda è condannata anche al pagamento delle spese di giudizio.
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Contratto collettivo aziendale: la disdetta non cancella i premi
L'Azienda ha smesso di pagare la quota variabile del premio di partecipazione a un dipendente, sostenendo di non essere piu vincolata al contratto collettivo aziendale dopo essersi cancellata dall'associazione dei datori di lavoro. Il Lavoratore ha fatto ricorso per ottenere il pagamento delle somme spettanti. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'Azienda. I giudici hanno stabilito che, avendo l'Azienda continuato ad applicare spontaneamente e per lungo tempo quasi tutte le altre tutele e indennita previste dall'accordo, ha implicitamente accettato l'intero contratto collettivo aziendale tramite un comportamento concludente. Di conseguenza, l'Azienda non puo decidere unilateralmente di escludere solo alcune voci retributive ed e obbligata a pagare l'intero premio dovuto al dipendente, oltre a farsi carico delle spese legali.
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