LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2034 Codice Civile — Sezione Prima Civile

Altri anni per Art. 2034 Codice Civile

Obbligazione naturale coppia: quando non c’è rimborso
Un uomo ha chiesto alla sua ex partner la restituzione di ingenti somme versate durante la convivenza per la casa familiare. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che tali versamenti rientrano nell'ambito dell'obbligazione naturale, un dovere morale di solidarietà che non genera un diritto al rimborso, a patto che sia proporzionato alle capacità economiche e ai bisogni della famiglia.
Continua »
Debiti prescritti fallimento: non contano più
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29008/2024, ha stabilito un principio cruciale in tema di debiti prescritti e fallimento. Ha chiarito che i crediti ormai prescritti, e quindi non più esigibili, non devono essere considerati nel calcolo dell'ammontare totale dei debiti per determinare se un'impresa supera la soglia di fallibilità. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che, al contrario, aveva incluso tali debiti, sottolineando che la prescrizione estingue il debito ai fini della procedura fallimentare.
Continua »
Accordo tra coniugi: valido anche se via email
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità di un accordo tra coniugi sulla ripartizione delle spese familiari, anche se formalizzato tramite email prima della separazione. Un marito aveva chiesto il rimborso della quota di spese familiari a carico della moglie, come pattuito. I giudici di merito avevano respinto la richiesta, ma la Suprema Corte ha cassato la sentenza, affermando che tali patti sono vincolanti e derogano al generale principio di irripetibilità delle spese sostenute durante il matrimonio.
Continua »
Onere della prova prescrizione: chi prova il fido?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11327/2024, ha stabilito un principio chiave in materia di onere della prova prescrizione nelle azioni di ripetizione di indebito bancario. Se la banca solleva l'eccezione di prescrizione, spetta al correntista, e non alla banca, dimostrare l'esistenza di un contratto di affidamento e il relativo limite. Questa prova è fondamentale per distinguere le rimesse solutorie (soggette a prescrizione decennale) da quelle ripristinatorie, posticipando così il decorso del termine alla chiusura del conto.
Continua »
Concorso di colpa: assegno nullo e negligenza
La Corte di Cassazione conferma il concorso di colpa di una vittima di truffa che aveva inviato prematuramente la foto di un assegno circolare nullo (privo di firma) al truffatore. Sebbene gli istituti di credito fossero negligenti per aver pagato il titolo, la condotta imprudente della vittima è stata ritenuta una causa concorrente del danno, giustificando una riduzione del risarcimento.
Continua »
Giudicato interno: interessi e appello parziale
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per l'applicazione di interessi illegittimi su un conto corrente. Il Tribunale ha accolto la domanda, condannando la banca alla restituzione di una somma con interessi decorrenti dai singoli addebiti. La Corte d'Appello, pur riducendo l'importo, ha modificato la decorrenza degli interessi facendoli partire dalla data della domanda giudiziale. La Corte di Cassazione ha annullato questa parte della decisione, stabilendo che la decorrenza degli interessi non era stata oggetto di appello da parte della banca e quindi era coperta da giudicato interno, non potendo essere modificata dal giudice del gravame.
Continua »