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Art. 198 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

Altri anni per Art. 198 Codice di Procedura Penale

Violenza sessuale al colloquio: condanna confermata per il talent
Durante un colloquio per selezionare modelle, un selezionatore ha toccato all'improvviso il seno di una giovane candidata. La ragazza si è ribellata subito, ha chiesto la distruzione dei propri documenti e ha confidato l'episodio a familiari e amiche. I giudici di merito hanno condannato l'uomo per violenza sessuale a otto mesi e otto giorni di reclusione, ritenendo il gesto una condotta violenta e a sorpresa. L'uomo ha proposto ricorso per cassazione, contestando l'attendibilità della vittima e lamentando discrepanze tra la querela e le successive dichiarazioni. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La testimonianza della vittima costituisce piena prova e non richiede conferme esterne, mentre i dettagli emersi in seguito non smentiscono il fatto storico.
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Violenza sessuale su minore: condanna e disabilità
La Corte d'appello ha confermato la condanna a nove anni di reclusione per un uomo accusato del delitto di violenza sessuale su minore. L'imputato ha costretto una bambina con disabilità cognitiva a subire plurimi toccamenti intimi e atti sessuali. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la presunta inattendibilità della persona offesa per elevata suggestionabilità, il mancato riconoscimento dell'attenuante della minore gravità e il diniego delle attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha rigettato integralmente l'impugnazione. I giudici hanno chiarito che il deficit cognitivo della vittima esclude la capacità di inventare un racconto complesso. Inoltre, l'approfittamento della condizione di inferiorità psichica rende l'azione particolarmente grave ed esclude qualsiasi attenuazione di pena.
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Attendibilità della persona offesa: confermata la condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a sette anni di reclusione per violenza sessuale continuata a carico del convivente della madre della vittima. L'imputato aveva costretto la giovane a subire abusi ripetuti sia nell'abitazione familiare sia nella sede di un'associazione locale. Nel ricorso, la difesa contestava l'attendibilità della persona offesa, adducendo presunti motivi di rancore e l'assenza di riscontri esterni immediati. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La testimonianza della vittima gode di presunzione di veridicità e non richiede prove esterne di supporto, a differenza delle dichiarazioni dei coimputati. I giudici hanno inoltre negato le attenuanti generiche per la totale assenza di elementi positivi e di pentimento.
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Violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia: ricorso respinto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un uomo condannato per violenza sessuale e maltrattamenti in famiglia ai danni della convivente. L'imputato contestava la credibilità della vittima, la mancata riapertura dell'istruttoria in appello e la procedibilità del reato di lesioni a seguito di rimessione della querela. I giudici di legittimità hanno confermato la condanna a quattro anni e quattordici giorni di reclusione. La Corte ha chiarito che la testimonianza della persona offesa è pienamente attendibile e che per configurare il reato sessuale è sufficiente la coartazione psicologica o lo stato di prostrazione della vittima, senza necessità di violenza fisica continuata. Inoltre, le lesioni collegate ai maltrattamenti sono perseguibili d'ufficio. Il ricorrente deve pagare le spese e tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Schede carburante false: frode fiscale e Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per frode fiscale a carico dell'amministratrice di una società per l'utilizzo di schede carburante false. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile poiché un insieme di prove convergenti, come chilometraggi incongruenti e timbri anomali, è stato ritenuto sufficiente a dimostrare la fittizietà dei costi e l'intento di evadere le imposte. La sentenza sottolinea che non si tratta di mere irregolarità formali, ma di un sistema fraudolento volto a ridurre l'imponibile.
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Diritto alla prova: obbligo del giudice per il teste straniero
La Corte di Cassazione annulla una condanna per reati fiscali, affermando la violazione del diritto alla prova. Un testimone chiave della difesa, non parlante italiano, era stato escluso perché non era stato preannunciato l'uso di un interprete. La Corte ha stabilito che è obbligo del giudice provvedere all'interprete, senza che la difesa abbia oneri di comunicazione preventiva, annullando la sentenza e rinviando per un nuovo processo.
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