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Art. 198 Codice di Procedura Penale — Sezione Seconda Penale

Altri anni per Art. 198 Codice di Procedura Penale

Estorsione sul lavoro: Datore condannato, ma pena accessoria ridotta
Un Datore di Lavoro è stato condannato per estorsione sul lavoro continuata. Aveva costretto i dipendenti a svolgere ore di straordinario non retribuite, minacciandoli di licenziamento. La Corte d'Appello aveva confermato la sua colpevolezza, riducendo la pena. Il Datore di Lavoro ha presentato ricorso in Cassazione, contestando la valutazione delle prove e la pena accessoria. La Cassazione ha respinto le critiche sulla responsabilità penale, ritenendo logica la motivazione dei giudici precedenti. Ha accolto il ricorso solo sulla pena accessoria, trasformando l'interdizione perpetua dai pubblici uffici in temporanea (cinque anni) ed eliminando l'interdizione legale. L'imputato deve anche rifondere le spese legali alle parti civili.
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Diritto al silenzio: sanzioni preventive e condanna per rapina
L'Imputato, condannato per rapina aggravata, ha impugnato la sentenza sostenendo che le dichiarazioni della vittima fossero inutilizzabili. Secondo la difesa, la vittima, avendo ammesso l'acquisto di modiche quantità di stupefacenti, rischiava sanzioni amministrative e doveva quindi essere avvertita della facoltà di non rispondere, tutelando il suo diritto al silenzio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che il diritto al silenzio non si applica quando il testimone rischia solo sanzioni amministrative di natura preventiva, come quelle per l'uso personale di droghe. Di conseguenza, la testimonianza della persona offesa è pienamente valida e utilizzabile per la condanna.
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Frode in Assicurazione: le prove da investigatori
La Corte di Cassazione conferma la condanna per frode in assicurazione a carico di più imputati, colpevoli di aver simulato due sinistri stradali per ottenere un indennizzo. La sentenza dichiara inammissibili i ricorsi, stabilendo che le dichiarazioni rese agli investigatori privati della compagnia assicuratrice sono utilizzabili come confessioni stragiudiziali e che il ricorso in Cassazione non può riesaminare i fatti già accertati nei due gradi di merito.
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