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Art. 1972 Codice Civile — Anno 2024

Altri anni per Art. 1972 Codice Civile

Diritti di segreteria: no se non si lavora in Comune
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17790/2024, chiarisce che i diritti di segreteria non sono dovuti al segretario comunale quando è assegnato a compiti presso l'Agenzia nazionale, poiché tali emolumenti sono legati all'effettivo esercizio della funzione rogante nel Comune. Qualsiasi accordo individuale che riconosca tali diritti in assenza della funzione è da considerarsi nullo. La Corte ha quindi cassato la decisione d'appello che li aveva erroneamente riconosciuti.
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Tardività domanda giudiziale: la Cassazione decide
Un cittadino ha citato in giudizio un Comune per la restituzione di un terreno occupato per un'opera pubblica mai realizzata. Il Comune si è difeso invocando una transazione precedente. Il cittadino ha quindi introdotto nuove domande per annullare tale transazione. La Corte d'Appello ha dichiarato inammissibili queste nuove domande per tardività. La Cassazione ha annullato la decisione, stabilendo che se il giudice di primo grado si pronuncia nel merito di una domanda tardiva senza rilevarne la preclusione, la questione della tardività della domanda giudiziale deve essere oggetto di uno specifico motivo d'appello, altrimenti si sana.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la specificità
Un lavoratore si rivolge alla Corte di Cassazione dopo che la sua richiesta di nullità di alcuni contratti di lavoro è stata respinta a causa di un precedente accordo di conciliazione. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile perché i motivi presentati erano generici e non conformi al principio di specificità richiesto dalla legge, ribadendo che un appello deve contenere critiche chiare e dettagliate per essere esaminato nel merito.
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Accordo Transattivo: perché blocca la causa bancaria
Una garante ha siglato un accordo transattivo con un istituto di credito, pagando una somma per chiudere un debito e ottenere la cancellazione di un'ipoteca. Successivamente, ha cercato di recuperare parte della somma sostenendo che il debito reale, accertato in un'altra causa, era molto inferiore. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che l'accordo transattivo, una volta concluso validamente per porre fine alla lite, è definitivo e assorbe ogni altra pretesa, rendendo inammissibili le altre contestazioni.
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Estinzione del giudizio: la nuova procedura accelerata
La Corte di Cassazione ha confermato l'estinzione del giudizio per un ricorso in cui la parte ricorrente non ha chiesto la decisione entro 40 giorni dalla comunicazione della proposta di definizione accelerata, come previsto dalla nuova procedura. La Corte ha chiarito che tale inerzia equivale a una rinuncia al ricorso, determinando la chiusura del processo. La successiva istanza per fissare un'udienza non può sanare il mancato rispetto del termine perentorio, consolidando così l'estinzione del giudizio.
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Diritti di segreteria: no se non lavori in Comune
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17930/2024, ha stabilito che un segretario comunale, sebbene 'utilizzato' presso altre amministrazioni pubbliche, non ha diritto a percepire i diritti di segreteria. Tale emolumento è strettamente legato all'effettivo svolgimento delle funzioni di ufficiale rogante presso l'ente locale. La Corte ha inoltre dichiarato nullo qualsiasi accordo individuale che riconosca tale diritto in assenza di una previsione della contrattazione collettiva, ribadendo che la determinazione della retribuzione nel pubblico impiego è materia riservata esclusivamente al CCNL.
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Domanda nuova in appello e acquisto immobiliare
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, rigettando il ricorso di un acquirente di un lastrico solare. La sua richiesta di accertamento della proprietà, basata su un acquisto 'a non domino', è stata considerata una domanda nuova in appello e quindi inammissibile, poiché non era stata formalmente avanzata nel primo grado di giudizio. La Corte ha ribadito che l'istituto dell'acquisto 'a non domino' in buona fede si applica solo ai beni mobili e non a quelli immobili.
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Giudicato esterno: limiti al ricorso in Cassazione
Una società ha citato in giudizio una banca per la nullità di alcuni contratti swap e di una successiva transazione, nonostante una precedente causa sugli stessi rapporti fosse già stata definita con sentenza passata in giudicato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito che avevano ravvisato l'esistenza di un giudicato esterno. La Suprema Corte ha ribadito che l'interpretazione del giudicato è un'attività riservata al giudice di merito e non può essere oggetto di un nuovo esame dei fatti in sede di legittimità.
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Sequestro penale: valido anche dopo transazione?
La Cassazione ha stabilito che un sequestro penale preventivo su azioni societarie, ritenute frutto di una firma falsa, rimane valido anche se le parti offese hanno siglato una transazione con gli indagati. La Corte ha annullato la decisione del Tribunale del Riesame, sottolineando che l'accordo privato non elimina il pericolo di aggravare le conseguenze del reato, distinguendo tra danno civile e illecito penale.
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Società in house: assunzione nulla senza concorso
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con una società in house, a seguito di un presunto appalto di manodopera illecito. La Corte ha stabilito che la natura pubblicistica della società in house impone l'obbligo di procedure di selezione pubblica per le assunzioni. Pertanto, un rapporto di lavoro instaurato in violazione di tali norme è nullo e non può essere costituito giudizialmente, rendendo irrilevante l'analisi sulla genuinità dell'appalto.
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Inammissibilità del ricorso per difetto di specificità
Un'Azienda Sanitaria Locale ha impugnato una sentenza che la obbligava al pagamento di interessi convenzionali basati su un accordo transattivo. L'azienda sosteneva la nullità dell'accordo a causa della nullità del contratto originario. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per un vizio procedurale: la mancata trascrizione nel ricorso del contenuto dell'accordo transattivo, documento essenziale per la decisione, violando così il principio di autosufficienza.
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Nullità accordo transattivo: rilevabilità d’ufficio
Una controversia tra un'Azienda Sanitaria e un Poliambulatorio, originata da un lodo arbitrale e poi definita con un accordo, giunge in Cassazione. La Corte Suprema stabilisce che il giudice d'appello ha il dovere di valutare d'ufficio la potenziale nullità dell'accordo transattivo, anche se non oggetto di una domanda specifica, qualora la sua validità sia il presupposto per una domanda riconvenzionale. La sentenza d'appello viene cassata con rinvio.
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Sequestro preventivo: l’accordo privato non basta
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di un Tribunale del riesame che aveva revocato un sequestro preventivo su un ingente pacchetto azionario. Le azioni erano state acquisite dagli indagati tramite una presunta firma falsa. Il Tribunale aveva ritenuto che un successivo accordo transattivo tra gli indagati e gli altri eredi avesse eliminato il 'periculum in mora', ovvero il pericolo che giustifica la misura cautelare. La Cassazione ha ribadito che il reato di falso lede la fede pubblica, un interesse che trascende gli accordi privati. Pertanto, la disponibilità dei beni, frutto del reato, continua a rappresentare un pericolo di aggravamento delle conseguenze del crimine, giustificando il mantenimento del sequestro preventivo. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Clausola di rinuncia: validità e valore probatorio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 35092/2024, ha stabilito la piena validità di una clausola di rinuncia inserita in un atto di riscatto di un contratto di leasing. Nonostante fosse in corso una causa per la restituzione di somme, la dichiarazione dell'utilizzatore di 'non avere più nulla a pretendere' è stata interpretata come una consapevole rinuncia ai propri diritti. La Corte ha inoltre chiarito che la produzione tardiva in giudizio di tale atto non ne inficia l'efficacia, in quanto la parte che lo ha sottoscritto non può lamentare una violazione del contraddittorio.
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