Due soci rilasciano garanzie personali alla banca per un finanziamento concesso alla loro società. In seguito, i garanti sostengono che la loro responsabilità sia limitata alla propria quota di partecipazione societaria (17% ciascuno). La Corte d'Appello qualifica invece il rapporto come confideiussione, ritenendo i soci responsabili in solido per l'intero debito, pur nei limiti del massimale concordato. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile. I giudici chiariscono che la confideiussione si configura quando più fideiussori garantiscono lo stesso debito con la consapevolezza di un interesse comune, determinando una responsabilità solidale verso la banca. L'interpretazione dei contratti spetta al giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità se priva di vizi logici.
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