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Art. 1954 Codice Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 1954 Codice Civile

Obbligo di manleva e bonifici ai soci: quale somma va rimborsata
Due soci di una società semplice garantivano un mutuo bancario tramite distinte fideiussioni personali. Con una scrittura privata successiva, uno dei soci cedeva le proprie quote all'altro, ricevendo la promessa di essere tenuto indenne da ogni onere collegato a tale garanzia personale. Più avanti, il socio cedente versava oltre sessantamila euro alla società per coprire le rate bancarie, indicando nei bonifici la causale di finanziamento soci. Il versante chiedeva quindi il rimborso integrale azionando l'obbligo di manleva. I giudici hanno chiarito che i versamenti etichettati come apporti da socio non costituiscono pagamenti della garanzia. Di conseguenza, il rimborso spetta unicamente per le somme pagate dichiarando espressamente la qualità di garante, mentre i finanziamenti spontanei alla società restano esclusi dalla garanzia contrattuale pattuita tra le parti.
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Azione di regresso del fideiussore: l’errore formale blocca tutto
Un socio garante ha pagato alla banca la somma residua per estinguere il mutuo aziendale. Successivamente, ha esercitato l'azione di regresso del fideiussore chiedendo il rimborso della quota all'ex socio, il quale aveva ceduto le quote mantenendo però la garanzia. In appello, i giudici hanno rigettato la pretesa ritenendo non provato che il pagamento fosse stato richiesto dalla banca. Il garante ha quindi proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile poiché il garante non ha depositato la relata di notifica della sentenza impugnata nei termini. Il ricorrente ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese legali e al raddoppio del contributo unificato.
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Regresso coobbligato: paga anche chi rifiuta la transazione
Una coobbligata estingue un debito comune tramite una transazione con il creditore e avvia un'azione di regresso contro gli altri debitori. Questi si oppongono, sostenendo che l'accordo non li riguarda poiché hanno dichiarato di non volerne approfittare. La Corte di Cassazione stabilisce un principio chiave: il rifiuto della transazione non estingue il debito per gli altri coobbligati. L'unico effetto è che non sono vincolati dall'importo pattuito e possono contestarlo se il debito originale era inferiore. L'azione di regresso del coobbligato che ha pagato è quindi legittima. La Corte ha respinto il ricorso degli altri debitori, che sono stati condannati a pagare.
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Cofideiussione: surroga e regresso tra garanti
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità di una garante in un caso di cofideiussione, rigettando il ricorso che contestava l'interpretazione del termine eredi in una scrittura privata. La ricorrente sosteneva di dover essere inclusa tra i beneficiari di un accordo transattivo in quanto erede in senso lato, ma i giudici hanno privilegiato il significato letterale del contratto. La sentenza ribadisce che il diritto di surroga e regresso spetta anche agli eredi del garante che ha estinto il debito, permettendo loro di agire contro gli altri cogaranti per il recupero delle somme versate.
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Revocazione in Cassazione: i limiti dell’errore di fatto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per revocazione, chiarendo la distinzione fondamentale tra errore di fatto ed errore di diritto. La vicenda nasce da una garanzia fideiussoria in cui un garante, dopo aver pagato parte del debito, agiva contro un co-garante. Il suo successivo ricorso in Cassazione veniva dichiarato inammissibile. Tentando la via della revocazione, il garante sosteneva che la Corte avesse erroneamente percepito come 'nuovi' i suoi motivi di ricorso. La Suprema Corte ha respinto la richiesta, specificando che la valutazione sulla novità di un motivo è un'attività interpretativa, quindi un potenziale errore di diritto, non un errore di fatto revocabile. Inoltre, il ricorso non affrontava la principale ratio decidendi della decisione precedente, rendendolo comunque inammissibile.
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