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Art. 1917 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

Altri anni per Art. 1917 Codice Civile

Sindaco assolto: diritto al rimborso spese legali amministratori pubblici
Un ex Sindaco, assolto in un giudizio di responsabilità contabile, ha chiesto al Comune il rimborso delle spese legali. Il Comune ha negato il rimborso integrale, sostenendo che spettasse solo ai dipendenti, e ha chiamato in causa la propria assicurazione per la manleva. La Corte d'Appello ha respinto sia la richiesta di rimborso integrale sia la manleva. La Cassazione ha accolto il ricorso del Sindaco. Ha stabilito che il diritto al rimborso spese legali amministratori pubblici, se assolti, è legittimo e che la congruità della parcella deve essere verificata. Ha inoltre ordinato di riesaminare la polizza assicurativa per la copertura della tutela legale.
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Ordini del committente e responsabilità dell’appaltatore
Un'impresa edile committente incarica un professionista per la posa di guaine impermeabilizzanti su un edificio. A causa del freddo e dell'umidità, gli operai manifestano dubbi sulla corretta adesione del materiale. Il committente, anche fornitore del prodotto, impone comunque la prosecuzione immediata dei lavori rassicurando sulle caratteristiche tecniche. In seguito alla comparsa di gravi infiltrazioni d'acqua, il committente richiede i danni denunciando i vizi costruttivi. I giudici di merito e la Corte di Cassazione respingono integralmente la domanda risarcitoria. La Corte sancisce che la responsabilità dell'appaltatore viene meno quando quest'ultimo esprime formalmente il proprio dissenso tecnico ma esegue l'opera come mero esecutore passivo (nudus minister) a fronte delle insistenze del committente, il quale si assume per intero il rischio del danno.
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Chiamata in garanzia dell’assicuratore: coperti i condomini
Un'impresa appaltatrice ha citato in giudizio un condominio per ottenere il pagamento di lavori di impermeabilizzazione. Il condominio ha chiesto il risarcimento dei danni da infiltrazioni, spingendo l'appaltatore a effettuare la chiamata in garanzia dell'assicuratore. Successivamente, i singoli condomini sono intervenuti nel processo per chiedere i danni ai propri appartamenti. I giudici di merito avevano ritenuto tardiva la domanda di garanzia per i danni dei singoli proprietari. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'appaltatore, stabilendo che la chiamata in garanzia dell'assicuratore, formulata tempestivamente fin dall'inizio per tutti i danni lamentati, copre anche le pretese risarcitorie dei singoli condomini intervenuti successivamente, senza necessità di una nuova ed esplicita estensione della domanda.
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Responsabilità amministratore condominio: paga per contratto firmato
La Corte di Cassazione ha confermato la piena responsabilità dell'amministratore di condominio che aveva firmato un contratto di appalto per lavori edili con clausole diverse e più onerose rispetto a quelle deliberate dall'assemblea. Tali modifiche arbitrarie, tra cui una penale a carico del condominio per ritardi nei pagamenti, hanno causato un grave danno economico. I giudici hanno stabilito che l'amministratore deve risarcire personalmente il condominio per aver agito oltre i limiti del suo mandato. È stato inoltre chiarito che la sua polizza assicurativa non poteva coprire il danno, poiché l'amministratore era consapevole di stipulare un accordo svantaggioso.
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Responsabilità amministratori senza impegno di spesa
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità personale di sindaco e vicesindaco per aver approvato un incarico professionale senza un formale e capiente impegno di spesa. La Corte ha chiarito che la partecipazione alla delibera autorizzativa, senza garantire la copertura finanziaria, configura il 'consenso' che fa sorgere l'obbligazione direttamente in capo agli amministratori. Viene inoltre negata la copertura assicurativa in quanto il rischio si era già manifestato prima della stipula della polizza.
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Responsabilità direttore lavori: la guida completa
Un direttore dei lavori è stato ritenuto responsabile in solido con l'appaltatore per vizi costruttivi derivanti dall'uso di un intonaco in condizioni climatiche avverse. La Cassazione ha confermato la sua colpa per omessa vigilanza, specificando che l'assenza dal cantiere non è una scusante. Tuttavia, ha accolto il ricorso riguardo la copertura assicurativa, stabilendo che l'assicurazione deve coprire l'intera somma dovuta al danneggiato, e non solo la quota di responsabilità del professionista.
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Spese legali dirigente: quando paga la banca?
Un gruppo bancario ha impugnato una decisione che lo obbligava a coprire le spese legali di un ex dirigente, assolto dall'accusa di false comunicazioni sociali. La Cassazione ha stabilito che l'obbligo di copertura previsto dal contratto collettivo non si applica se il reato contestato crea un conflitto di interessi con l'azienda. Ha inoltre ritenuto erroneamente inammissibile la domanda di risarcimento della banca contro il dirigente, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Responsabilità condominio: i confini della proprietà
La Cassazione ha stabilito i confini della responsabilità condominio in un caso di infiltrazioni. La Corte ha chiarito che l'impianto idrico interno a un'unità privata, come la cassetta del water, è di proprietà esclusiva e non condominiale. Di conseguenza, il condominio non risponde dei danni da esso derivanti e, se vittorioso in giudizio, non può essere condannato al pagamento delle spese legali.
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Responsabilità appaltatore: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna solidale di un'impresa edile e del direttore dei lavori per gravi difetti in una ristrutturazione. La sentenza chiarisce che il termine per la denuncia dei vizi decorre dalla piena consapevolezza tecnica del danno, non dalla prima manifestazione. Viene inoltre rigettata la difesa dell'impresa come mero esecutore ("nudus minister"), ribadendo la sua piena responsabilità appaltatore per la qualità dell'opera.
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Spese di lite e principio di causalità: la Cassazione
In una complessa controversia su lavori condominiali post-sisma, la Corte di Cassazione ha rigettato sia il ricorso principale dei condomini che quello incidentale del direttore dei lavori. La decisione chiarisce l'applicazione del principio di causalità per le spese di lite: la parte che, perdendo la causa, ha provocato la chiamata in giudizio di un terzo, è tenuta a rimborsare a quest'ultimo le spese legali, anche se non aveva proposto domande dirette nei suoi confronti.
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