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Art. 1911 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Altri anni per Art. 1911 Codice Civile

Notifica del ricorso in Cassazione: la forma vince sulla sostanza
Una compagnia assicurativa ha agito in via di regresso contro una società per recuperare le somme pagate come garante per tributi doganali. La Corte d'Appello ha ridotto l'importo dovuto applicando le regole della coassicurazione. L'assicurazione ha proposto ricorso, ma la Corte di Cassazione lo ha dichiarato inammissibile. La decisione si fonda sul difetto di prova circa il perfezionamento della notifica del ricorso in Cassazione. La ricorrente ha infatti depositato solo la ricevuta di spedizione, omettendo l'avviso di ricevimento. Tale documento è indispensabile per dimostrare la corretta ricezione dell'atto da parte del destinatario, anche sotto il regime della normativa emergenziale.
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Polizza assicurativa: danni da neve e interpretazione.
Una società industriale ha agito contro la propria compagnia per ottenere l'indennizzo previsto da una polizza assicurativa a seguito di danni al tetto causati da forti nevicate. La Corte d'Appello ha negato il risarcimento ritenendo che lo scivolamento delle tegole non integrasse i presupposti di 'rottura' o 'crollo' previsti dal contratto. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso, ribadendo che l'interpretazione delle clausole contrattuali spetta al giudice di merito e non può essere sindacata se logicamente motivata.
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Coassicurazione e accise: limiti del risarcimento
Una distilleria subisce un furto di alcol e, dopo aver ricevuto l'indennizzo base, si trova a dover pagare le accise sulla merce sottratta. La società cita in giudizio le compagnie di coassicurazione per ottenere il rimborso di tali imposte, comprensive di interessi e sanzioni. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20935/2024, stabilisce che la polizza di coassicurazione copre il solo importo dell'accisa, escludendo sanzioni e interessi di mora. Viene inoltre riaffermato il principio della responsabilità parziaria dei coassicuratori, che rispondono ciascuno solo per la propria quota.
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Onere della prova: chi deve provare l’atto vandalico?
Un'azienda olearia chiede l'indennizzo per un vasto sversamento di olio, definendolo atto vandalico. La Cassazione chiarisce che l'onere della prova spetta all'assicurato, che deve dimostrare non solo il danno, ma anche l'intento doloso di terzi. In assenza di tale prova, il ricorso viene rigettato.
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Assicurazione plurima: come si calcola il regresso?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4273/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di assicurazione plurima. In caso di sinistro coperto da più polizze, l'assicuratore che ha risarcito l'intero danno ha diritto di regresso verso gli altri co-assicuratori. La Corte ha chiarito che tale regresso non va calcolato in proporzione ai massimali di polizza, bensì in proporzione all'"indennizzo dovuto" da ciascun assicuratore in base al proprio contratto. Questa decisione risolve un dibattito dottrinale e giurisprudenziale, fornendo un criterio più equo e aderente al dettato normativo dell'art. 1910 c.c.
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