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Art. 190 Codice della Strada — Sezione Quarta Penale

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Altri anni per Art. 190 Codice della Strada

Omicidio colposo stradale: colpa del pedone e doveri
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio colposo stradale a carico di un automobilista che, procedendo a velocità eccessiva di notte, aveva investito e ucciso un pedone. Quest'ultimo, sebbene in stato di ebbrezza e fuori dalle strisce, non è stato ritenuto l'unica causa dell'evento. La Corte ha stabilito che una velocità adeguata alle circostanze avrebbe consentito al conducente di evitare l'impatto, configurando così la sua responsabilità penale per non aver adottato un comportamento alternativo lecito.
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Omicidio stradale e guida in stato di ebbrezza: basta?
Un conducente, sotto l'effetto di alcol e sostanze stupefacenti, causa un sinistro mortale in cui perdono la vita due passeggeri. Viene condannato per omicidio stradale aggravato. La Corte di Cassazione conferma la condanna, specificando che per l'applicazione dell'aggravante è sufficiente che il conducente si trovasse in stato di ebbrezza al momento del fatto, non essendo necessario dimostrare un nesso causale diretto tra l'alterazione e l'incidente. Viene inoltre esclusa la rilevanza del concorso di colpa dei passeggeri che avevano accettato di salire a bordo.
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Concorso di colpa vittima: la Cassazione decide
Una conducente, condannata per omicidio stradale per aver investito un pedone in retromarcia, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte conferma la sua responsabilità ma annulla la sentenza riguardo la pena, rinviando alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sul concorso di colpa della vittima, la quale camminava sulla carreggiata anziché sul marciapiede.
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