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Art. 190 Codice della Strada — Anno 2025

Altri anni per Art. 190 Codice della Strada

Omicidio stradale: la colpa del pedone non basta
Un camionista, durante una retromarcia con scarsa visibilità, investe e uccide un pedone. Viene condannato per omicidio stradale e fuga. La Cassazione conferma la condanna, sottolineando che il conducente deve prevedere l'imprudenza altrui. Tuttavia, annulla l'applicazione della recidiva, poiché il reato principale è di natura colposa e non può costituirne il presupposto.
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Omicidio colposo stradale: colpa del pedone e doveri
La Corte di Cassazione conferma la condanna per omicidio colposo stradale a carico di un automobilista che, procedendo a velocità eccessiva di notte, aveva investito e ucciso un pedone. Quest'ultimo, sebbene in stato di ebbrezza e fuori dalle strisce, non è stato ritenuto l'unica causa dell'evento. La Corte ha stabilito che una velocità adeguata alle circostanze avrebbe consentito al conducente di evitare l'impatto, configurando così la sua responsabilità penale per non aver adottato un comportamento alternativo lecito.
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Omicidio stradale e guida in stato di ebbrezza: basta?
Un conducente, sotto l'effetto di alcol e sostanze stupefacenti, causa un sinistro mortale in cui perdono la vita due passeggeri. Viene condannato per omicidio stradale aggravato. La Corte di Cassazione conferma la condanna, specificando che per l'applicazione dell'aggravante è sufficiente che il conducente si trovasse in stato di ebbrezza al momento del fatto, non essendo necessario dimostrare un nesso causale diretto tra l'alterazione e l'incidente. Viene inoltre esclusa la rilevanza del concorso di colpa dei passeggeri che avevano accettato di salire a bordo.
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Ricorso inammissibile per lesioni stradali
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un automobilista condannato per lesioni stradali colpose. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a una nuova valutazione dei fatti e delle prove, un'attività che esula dalle competenze del giudice di legittimità. L'ordinanza sottolinea che la Cassazione non può sostituire la propria valutazione a quella dei giudici di merito, specialmente quando la motivazione della sentenza impugnata è logica e coerente.
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Concorso di colpa vittima: la Cassazione decide
Una conducente, condannata per omicidio stradale per aver investito un pedone in retromarcia, ricorre in Cassazione. La Suprema Corte conferma la sua responsabilità ma annulla la sentenza riguardo la pena, rinviando alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sul concorso di colpa della vittima, la quale camminava sulla carreggiata anziché sul marciapiede.
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