LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 190 Codice della Strada — Anno 2022

Altri anni per Art. 190 Codice della Strada

Omicidio stradale e manovra di retromarcia: chi sbaglia paga
Un conducente alla guida di un veicolo commerciale di grandi dimensioni ha travolto un pedone durante un tragitto a marcia indietro, provocandone il decesso. Il guidatore ha effettuato lo spostamento affidandosi soltanto agli specchietti retrovisori, pur in presenza di visibilità limitata e punti ciechi. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna penale a carico del guidatore. I giudici hanno chiarito che l'assenza di visuale e la presenza di persone sulla sede stradale non sono eventi imprevedibili. Il responsabile integra il reato di omicidio stradale e manovra di retromarcia quando non adotta cautele supplementari, come l'ausilio di una persona a terra per guidare il movimento del mezzo.
Continua »
Omicidio stradale e abbagliamento solare: condanna definitiva
Un automobilista ha investito un anziano pedone che attraversava la strada in diagonale, provocandone il decesso. Il conducente e poi fuggito senza prestare soccorso. A sua difesa ha sostenuto di essere stato accecato dai raggi del sole e che la vittima era morta sul colpo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna per omicidio stradale e abbagliamento solare incontrollato. I giudici hanno chiarito che il sole negli occhi non e un caso fortuito e impone di rallentare o arrestare la marcia. Inoltre, l'obbligo di assistenza si valuta prima di allontanarsi, indipendentemente dal decesso della vittima verificato solo in seguito.
Continua »
Omicidio stradale: Pedone imprevedibile non scusa il guidatore drogato
Un guidatore ha causato un grave incidente stradale (omicidio stradale), investendo due pedoni, uno dei quali è deceduto. Il guidatore era sotto l'effetto di alcol e droghe. La difesa ha contestato l'ammissibilità dei prelievi ematici senza consenso e avviso del difensore, e ha sostenuto l'imprevedibilità della condotta dei pedoni. La Cassazione ha ribadito che i prelievi per accertamenti alcolemici/tossicologici non richiedono consenso esplicito o avviso preventivo del difensore. Inoltre, la condotta imprudente del pedone non esclude la responsabilità del guidatore se quest'ultimo poteva vederlo e guidava sotto l'influenza di sostanze. Il ricorso del guidatore è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Lesioni Personali Stradali: Pedone al telefono, conducente condannato
Un conducente ha investito un pedone, causandogli gravi lesioni personali stradali, mentre attraversava una strada senza strisce pedonali e in un incrocio con scarsa visibilità. Il conducente non ha regolato la velocità né prestato la dovuta attenzione. La difesa ha sostenuto che il pedone fosse al telefono, ma la Corte ha accertato che il pedone aveva chiuso la chiamata prima di attraversare. La Cassazione ha dichiarato il ricorso del conducente inammissibile, confermando la condanna e la non concedibilità della sospensione condizionale della pena a causa della gravità delle lesioni e di un precedente penale.
Continua »
Automobilista fugge dopo incidente: confermato omicidio colposo stradale
Un automobilista, alla guida in stato di ebbrezza, ha investito un pedone su una strada buia, causandone la morte. L'automobilista si è inizialmente allontanato, poi è tornato e ha partecipato alle ricerche, ma si è allontanato di nuovo dopo aver constatato il decesso, prima dell'arrivo delle forze dell'ordine. La Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo stradale e per il reato di fuga dopo l'incidente. Ha ribadito che la condotta imprudente del pedone non esclude la responsabilità del conducente, il quale deve sempre mantenere una velocità adeguata e prevedere possibili ostacoli. Il reato di guida in stato di ebbrezza è stato dichiarato estinto per prescrizione.
Continua »
Omicidio stradale: colpa del pedone e fuga simulata
Un automobilista senza patente e a velocità elevata ha investito mortalmente una donna che camminava di notte lungo la carreggiata dando le spalle al traffico. Dopo l'urto, il conducente si è allontanato per poi tornare sul luogo dell'incidente tentando di depistare le indagini. La Corte d'Appello lo ha condannato per omicidio stradale aggravato dalla fuga e dalla guida senza patente. La Corte di Cassazione ha confermato l'aggravante della fuga, stabilendo che la presenza sul posto finalizzata al depistaggio non esclude il reato. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno annullato la sentenza limitatamente alla mancata concessione dell'attenuante per il concorso di colpa del pedone. La vittima violava l'obbligo di camminare in senso opposto ai veicoli in assenza di marciapiedi.
Continua »
Concorso di colpa del pedone: i cartelli stradali ingannevoli
Un automobilista investe e uccide un pedone che attraversa fuori dalle strisce in una zona con segnaletica stradale contraddittoria (cartello di attraversamento presente, ma strisce assenti in quel punto). I giudici di merito condannano il conducente per omicidio colposo ma stabiliscono un concorso di colpa del pedone pari al 50%, sostenendo che la vittima, conoscendo bene la zona, avrebbe dovuto ignorare il cartello ingannevole. La Corte di Cassazione annulla questa decisione, definendo illogico pretendere che un cittadino debba interpretare e correggere la segnaletica stradale difettosa. Il caso viene rinviato alla Corte d'Appello civile per rideterminare le responsabilità e il risarcimento.
Continua »