LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1858 Codice Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 1858 Codice Civile

Prescrizione conto corrente: la parola alla Cassazione
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della prescrizione conto corrente per le azioni di ripetizione dell'indebito. La Corte ribadisce che il termine decennale decorre dalla chiusura del conto, non dai singoli addebiti, se esiste un'apertura di credito. Viene inoltre chiarito che la prova del fido può essere fornita anche tramite estratti conto e segnalazioni in Centrale Rischi, senza la necessità del contratto scritto, soprattutto per rapporti sorti prima delle leggi sulla trasparenza bancaria. La Suprema Corte ha respinto il ricorso della banca, confermando la decisione d'appello favorevole al correntista.
Continua »
Prova affidamento bancario: la Cassazione decide
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per la restituzione di somme indebitamente addebitate su un conto corrente. La banca si è difesa eccependo la prescrizione. Il nodo centrale della controversia era la prova dell'affidamento bancario, essenziale per determinare l'inizio del termine di prescrizione. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, ha stabilito che la prova di un affidamento bancario, per i contratti stipulati prima del 1992, può essere fornita anche in assenza di un documento scritto, attraverso elementi presuntivi come gli estratti conto che mostrano tassi di interesse differenziati e le segnalazioni alla Centrale dei Rischi. Di conseguenza, il termine di prescrizione per l'azione di ripetizione decorre dalla chiusura del conto e non da ogni singola operazione.
Continua »
Prova apertura di credito: non basta il contratto
In una causa tra un correntista e una banca, la Corte di Cassazione ha stabilito che la prova di un'apertura di credito non richiede necessariamente il contratto scritto. Elementi come estratti conto che dimostrano una costante tolleranza agli scoperti possono essere sufficienti. La Corte ha cassato la sentenza d'appello, che aveva erroneamente escluso tali prove, rinviando il caso per una nuova valutazione basata su questo principio cruciale per determinare la prescrizione dei versamenti.
Continua »
Revocatoria fallimentare: rimesse e fido bancario
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di revocatoria fallimentare, chiarendo la natura delle rimesse bancarie in presenza di diverse linee di credito. La curatela di una società fallita aveva agito contro un istituto di credito per recuperare versamenti effettuati su un conto corrente prima del fallimento. La Corte ha stabilito che un fido per anticipo fatture ('castelletto di sconto') non può essere sommato all'affidamento ordinario del conto corrente. Di conseguenza, le rimesse affluite sul conto, quando questo era scoperto oltre il suo fido specifico, sono considerate 'solutorie' (cioè pagamenti di un debito) e quindi soggette a revocatoria fallimentare, confermando la condanna della banca alla restituzione delle somme.
Continua »
Compensazione conto corrente: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni garanti che contestavano un debito bancario. La Corte ha stabilito che, in presenza di un rapporto di conto corrente collegato a una linea di credito per anticipazioni su fatture, si configura un rapporto giuridico unitario. Pertanto, la rideterminazione del saldo finale, anche a seguito dell'eliminazione di poste illegittime, deve avvenire tramite una compensazione conto corrente di tipo 'improprio', ovvero un semplice ricalcolo contabile che consideri sia i crediti del correntista che i debiti derivanti dalle anticipazioni, senza che si possa parlare di compensazione tra due debiti distinti e separati.
Continua »
Factoring Pro Solvendo e Fallimento: la regola
Una società di factoring ha presentato istanza di ammissione al passivo fallimentare di un'azienda cliente per recuperare le somme anticipate in virtù di un contratto di factoring pro solvendo. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che in caso di fallimento del cedente, il credito del factor è condizionale. L'ammissione al passivo in via definitiva è subordinata alla prova dell'infruttuosa escussione del debitore ceduto, un principio cardine del factoring pro solvendo che tutela la parità di trattamento tra i creditori.
Continua »
Ammissione al passivo: onere della prova del credito
Una società creditrice ha impugnato la decisione di un tribunale che aveva ammesso solo parzialmente il suo credito nel fallimento di un'altra società. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando un principio fondamentale: per l'ammissione al passivo di crediti bancari, come quelli derivanti da saldi di conto corrente, è il creditore a dover fornire la prova completa dell'intera evoluzione del rapporto, depositando tutti gli estratti conto. La documentazione incompleta determina il rigetto della domanda.
Continua »
Prova del credito bancario in fallimento: l’onere
Una società finanziaria ha visto respingere il proprio ricorso dalla Corte di Cassazione in un caso relativo all'ammissione di un credito in una procedura fallimentare. La Corte ha stabilito che la prova del credito bancario derivante da un conto corrente richiede la produzione di tutti gli estratti conto, dall'inizio alla fine del rapporto. La documentazione parziale è stata ritenuta insufficiente, soprattutto perché le varie operazioni finanziarie erano collegate tra loro, impedendo una valutazione isolata. L'ordinanza ribadisce il rigoroso onere probatorio a carico della banca.
Continua »